Pur essendo un libero professionista senza vincoli associativi nei confronti della FIGC, l’agente – superato l’esame di idoneità ed ottenuta la relativa licenza per effetto della iscrizione alla Commissione Agenti – è obbligato a rispettare le norme della FIFA e della Federazione nazionale di riferimento che ne regolamentano l’attività, dovendo, in difetto, rispondere del proprio operato dinanzi agli organismi federali incaricati della valutazione del comportamento tenuto, ai fini della comminazione di provvedimenti di carattere disciplinare. Sotto il profilo operativo, l’agente può curare gli interessi di un calciatore o di una società di calcio solo dopo avere ricevuto un incarico scritto, che deve essere redatto su moduli appositamente predisposti dalla Commissione Agenti, conformemente alle indicazioni della FIFA.

In mancanza di diversa espressa indicazione, il mandato del calciatore all’agente si reputa conferito in via esclusiva; non può avere durata superiore a due anni e non può essere tacitamente rinnovato.

L’aspetto economico del rapporto è regolato nel mandato stesso che deve indicare espressamente il soggetto tenuto al pagamento (i.e. il calciatore ovvero, per conto di questo, la società di appartenenza dello stesso) nonché le modalità di corresponsione del compenso concordato.

In applicazione del generale principio di autonomia contrattuale di cui all’art. 1322 cod. civ., le parti possono liberamente determinare il compenso dell’agente che è comunque calcolato «sulla base del reddito lordo annuo del calciatore … compresi eventuali compensi straordinari una-tantum dovuti alla firma del contratto», ma esclusi benefits, premi a punto o bonus che non siano certi. Diversamente, laddove il compenso non sia stato determinato dalle parti, all’agente sarà dovuta una somma pari al 3% del compenso annuo lordo del proprio assistito.

Nell’ambito del Regolamento Agenti dei calciatori della FIGC vi sono, poi, le norme che disciplinano le ipotesi di risoluzione e revoca del mandato, essendo riconosciuta alle parti la facoltà di interrompere il rapporto consensualmente ovvero per iniziativa unilaterale, ipotesi quest’ultima che si può verificare ove intervengano, nel corso del rapporto, circostanze che non ne consentono la serena prosecuzione.

La revoca dell’incarico all’agente deve avvenire con un preavviso di trenta giorni e può essere accompagnata dall’obbligo di versamento di una somma di denaro a titolo di penale, laddove la revoca stessa non sia sostenuta da giusta causa.

Alla facoltà di revoca per il calciatore (o per la società) corrisponde un pari diritto di recesso per l’agente che espone quest’ultimo al risarcimento dei danni in favore dei propri assistiti, se il recesso non è assistito da giusta causa.

Nel prossimo post vi spiegherò dettagliatamente quelli che sono i diritti e gli obblighi dell’Agente di calciatori e le sanzioni in cui potrebbe incorrere se non si attiene alle norme regolamentari emanate dalla FIFA.

Per leggere la prima parte del post “Come diventare agente di calciatori” clicca qui.