Nel futuro di Clemente Russo ci sono due obiettivi, quello dell’oro olimpico a Rio 2016 e un domani che sarà fuori dal mondo sportivo e molto legato alla televisione e all’imprenditoria. Il pugile campano si confessa, ammette la sua voglia di boxare ancora un po’ anche se sa che, da grande, non rimarrà per sempre nel mondo del pugilato: “Nella mia carriera ho vinto tutto, mi manca solo la medaglia d’oro alle Olimpiadi – ammette Clemente Russo nell’intervista con Leonardo.itecco perché questo è il mio primo obiettivo, quello più prossimo”.

Le tappe di avvicinamento a Rio 2016, però, non sono andate come si sperava: “Purtroppo a gennaio ho perso contro il russo Alex Egorov – prosegue Clemente - ora torno sul ring il 29 maggio e poi ancora l’1 luglio. Se vinco entrambe le sfide, incontrerò nuovamente Alex Egorov per giocarmi il pass olimpico”. Per Clemente Russo sarebbe la quarta olimpiade, un record per la boxe: “Verissimo, nessuno è riuscito in tale impresa – ammette ancora – motivo per il quale sono spinto a raggiungere Rio. Vorrebbe dire 16 anni ad altissimo livello, qualcosa di incredibile per qualsiasi atleta”.

Per ora Clemente si gode la notorietà, tra un reality, la partecipazione alla Strongman Run e attività varie: “Lo sport è e rimane la prima cosa per me – prosegue - ma il mio futuro non sarà legato solo alla boxe. Certamente farò qualcosa in ambito pugilistico, ma ci sono altri settori, altri ambienti, che mi amano, mi cercano. Televisione? Certo, ma anche cinema e imprenditoria. Ho tante idee, mi servirebbero giornate da 48 ore per poter fare tutto quello che voglio”.

Il suo presente si chiama AIBA (International Boxing Association), organizzazione internazionale non-profit, che dal 1946 ha sostituito la Fédération Internationale de Boxe Amateur. Inserito all’interno di quella che viene denominata AIBA Pro Boxing, il nuovo e rivoluzionario stile di competizione di questa disciplina sta mettendo in seria difficoltà molti pugili: “Un progetto molto bello, interessante e innovativo - prosegue Clemente Russo - e come tutte le cose nuove, è partito con una coda di polemiche incredibili. Speriamo che, magari, tra un anno ci ritroviamo qui a parlare ancora della AIBA Pro Boxing con connotati diversi”. Un circuito, voluto fortemente, che permette ai pugili di mantenere il proprio status di dilettante, e quindi di poter ambire a partecipare alle Olimpiadi, ma di potersi cimentare in ambito professionistico: “E’ proprio questo il fattore innovativo – apostrofa Clemente – anche se devo dire che è assai complesso riuscire a coniugare tutto. Prima disputavi incontri sui 3 o 5 round, ora ti ritrovi su distanze di 8 o 10. Cambia tutto: la preparazione, il ritmo dei colpi, la tenuta fisica e molto altro. Io, comunque, non mollo e rilancio. L’obiettivo è l’oro olimpico nei massimi a Rio 2016 e voglio andare fino in fondo”.