Il tecnico del Leicester, Claudio Ranieri, ha ricevuto a Roma il prestigioso premio Enzo Bearzot, che ricorda l’ex commissario tecnico campione del Mondo con la nazionale italiana ai Mondiali del 1982 disputati in Spagna.

Ranieri, quest’anno, ha portato il Leicester a vincere il titolo inglese di Premier League, un traguardo unico nel suo genere per una formazione che, di solito, lotta solo per la salvezza: “Onestamente ancora non ho capito l’impresa che abbiamo fatto – esordisce l’allenatore a margine della conferenza stampa di premiazione – posso ringraziare tutti, la giuria che mi ha votato e i miei giocatori. Eravamo partiti per salvarci ed è successo quello che è successo… non è facile vincere uno scudetto in Inghilterra ma il mio primo ‘scudetto’ (la promozione in A) l’ho vinto a Cagliari e questo non lo dimentico. Bearzot non l’ho mai conosciuto ma se mi dicono che in me vedono lo spirito di Bearzot questo mi inorgoglisce”.

Ranieri, insignito del premio Bearzot dell’Us Acli al Coni, ha già annunciato che devolverà l’assegno del premio alla Onlus “Stefano Borgonovo”. Le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò: “Ha dimostrato che i sogni si avverano – esordisce – magari a 64 anni, magari prima, magari dopo, ma prima o poi i sogni si avverano. A nome di tutto lo sport italiano, e visto che bisogna sempre sognare qualcosa come stiamo facendo noi con le Olimpiadi del 2024, ti ringrazio Claudio per quello che hai fatto”.

Il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, nel corso della cerimonia si è lanciato ad una previsione: “A Ranieri auguro di vincere un campionato del Mondo con l’Italia, sarebbe il massimo – precisa – nel palmares dell’Italia il successo di Claudio è una cosa unica. Con un nostro allenatore vinciamo la Premier. Questo vuol dire che esportiamo l’italianità con stile, competenza, impegno e senso del dovere. Sono tutte caratteristiche che riconosco all’uomo Ranieri”.

Infine Luca di Montezemolo, presidente del comitato promotore della candidatura italiana alle Olimpiadi di Roma 2024: “Ranieri ha un grande merito: è tifoso e cliente Ferrari da molti anni – scherza l’ex n.1 del Cavallino – A parte questo sarebbe un testimonial importante per tre motivi: è romano di Roma, è grande uomo di sport e terzo, è un italiano vincente”.