La passione sportiva nasce sin da piccoli. Batte forte il cuore, fortissimo quando assistiamo ad alcune eroiche azioni e scatta naturale l’istinto di emulazione. Pure il ciclismo mantiene un legame speciale coi propri miti come ribadisce la Cima Coppi, punto più elevato del Giro d’Italia.

Un’icona senza tempo

Destinato a cambiare anno dopo anno in base al profilo altimetrico, l’istituzione avviene nel 1965 così da commemorare Fausto Coppi, figura indimenticabile grazie agli innumerevoli successi e ancor di più per lo spirito indomito con cui approcciava ogni salita. Quando mirava all’obiettivo chiunque era costretto a cedergli il passo, pure antagonisti del calibro di Gino Bartali, Fiorenzo Magni e Raphaël Géminiani.

Feeling straordinario

Vetta massima toccata il Passo dello Stelvio, raggiunto nelle edizioni 1972, 1975, 1980, 1994, 2005, 2012 e 2014. Prevista anche durante il 1965, la scalata è dovuta interrompersi causa slavina, a differenza delle annate 1988 e 2013, dove il maltempo ha fatto cambiare completamente l’itinerario. Giunti al 2014 ecco vederla percorsa assieme all’altrettanto spossante Passo del Gavia, idea tanto discussa pure in precedenza, senza però che i piani avevano condotto a felice conclusione date condizioni meteorologiche sfavorevoli o pericolose.

Un ottimo incentivo

La preferenza è caduta in questa occasione su Colle dell’Agnello. Una quota pari a 2.744 metri che verrà affrontata durante Pinerolo-Risoul, 19esima tappa attesa venerdì 27 maggio 2016. Per la classifica scalatori al primo arrivato spetteranno 21 punti, mentre chi terminerà dal secondo al settimo posto guadagnerà rispettivamente 15, 9, 5, 3, 2 e 1 punto. Valutazione decisamente superiore a tutti gli altri score assegnati ai corridori che meglio figureranno nei Gran Premi della Montagna. Introdotta la graduatoria nel 1933, solo a partire dal 1974 viene assegnata la maglia verde, sostituita lo scorso 2012 dalla azzurra su decisione di Banca Mediolanum, nuovamente sponsor ufficiale.