NAPOLI – Il via è previsto alle 14.20, da Napoli (non accadeva da 50 anni), per una tappa in linea, con probabilissimo arrivo in volata, che mancava da Lecce 2003: allora vinse Petacchi, battendo Cipollini in maglia iridata. Oggi il naturale favorito è, ovviamente, Cavendish.

Parliamo del Giro d’Italia n.96 della storia (nella foto InfoPhoto, il podio del Tour 2012: da sinistra, Froome, Wiggins, Nibali, ancora in maglia Liquigas), quello dei magnifici sette grandi rivali: Hesjedal, canadese, vincitore uscente; Wiggins, inglese, primo al Tour 2013; Nibali, vincitore della Vuelta 2010, già secondo e terzo al Giro; Evans, australiano, primo al Tour 2011; Scarponi, che fece suo il Giro 2011 a… tavolino, dopo la squalifica di Contador; l’olandese Gesink, atteso da una vita come uomo da corse a tappe (e finora mai arrivato); e lo spagnolo Sanchez (campione olimpico a Pechino 2008). Purtroppo, non ci sarà Ivan Basso, fermato proprio all’ultimo da una Cisti Perineale. Farà comunque il commentatore speciale per Radio 24, ogni giorno, alle 19.00.

Consuete 21 tappe, 3.454 km, 7 occasioni per i velocisti, 2 giorni di riposo, sei arrivi in salita, 206 corridori, Cima Coppi sullo Stelvio, arrivo a Brescia il 26 maggio. Ovviamente, per poter avere in partenza “Sir” Bradley Wiggins, 33 anni, pluri-campione olimpico e maglia Gialla all’ultimo Tour, si è puntato su un percorso che prevedesse abbondanti dosi di cronomentro (nulla di male e nulla di nuovo, ai tempi di Moser se ne mettevano pure sei, pur di farlo vincere…): saranno tre, la cronosquadre di Ischia (17,4 km), la crono individuale da Gabicce Mare a Saltara (km 54,8, il momento chiave di questo Giro) e la cronoscalata trentina dal velodromo di Mori alla Polsa (20,6 km). Niente Mortirolo né Zoncolan né tantomeno Plan de Corones, salite durissime che forse il britannico avrebbe patito parecchio, ma ci sarà comunque da divertirsi, in salita.

Attenzione, intanto, alla prima parte, tutta al sud, tra Campania, Basilicata, Calabria e Puglia, piena di trabocchetti: tappe lunghe, come quella di Serra San Bruno, 246km, piene di discese tecniche e ripide; poi, tre giorni dopo la crono di Saltara, e immeditamente dopo il riposo, che spesso ai favoriti risulta indigesto, ecco il primo arrivo in salita, inedito, in Friuli. L’Altopiano del Montasio non lo conosce nessuno, nella zona sciistica di Sella Nevea (dove un giovanissimo Alberto Tomba salì sul podio in Coppa Europa…), per altro preceduta dalla salita più dura del Giro: Cason di Lanza, 5km al 10,6% medio, con tratti al 16% e strada stretta. Siamo nelle zone della Prima Guerra Mondiale.

E poi, le salite mitiche: Galibier (dove al Tour 1998 Pantani spogliò Ullrich della maglia Gialla); Gavia, Stelvio, arrivo in Val Martello, Giau e Tre Cime di Lavaredo, quest’ultima definita dal “cannibale, Eddy Merckx, la salita “più dura mai affrontata” (vi ricordate GB. Baronchelli, 40 anni fa?).

Per gli sprint, oltre al già citato Cavendish, che al Giro ha già vinto 10 tappe, ecco Goss, Modolo, Bennati, Belletti, più gli emergenti Degenkolb e Bouhanni. A Napoli, Matera, Margherita di Savoia, Treviso, Cherasco, Ivrea e Vicenza ci sarà spazio per loro. Occhio ai giovani Phinney, Betancur, e agli azzurri Aru e Cattaneo. Il Giro sarà trasmesso… ovunque: in tv,  diretta HD, da RAI ed Eurosport, in streaming, si potrà vedere su tablet, cellulare, App. Persino in aereo… E sarà visibile in 173 paesi di cinque continenti. Le novità sono Al Jazeera BeIn Sport (per Medio Oriente e Nord Africa) e la Cctv, televisione di stato cinese.

Stefano Garzelli, 39 anni, primo al Giro d’Italia 2000, sarà il corridore più anziano al via, mentre ci sarà anche, per la prima volta, un corridore greco, Ioannis Tamouirdis, 32 anni.

In questa edizione si ricordano i 50 anni della tragedia del Vajont (11a tappa, si arriverà proprio nel paese) e si festeggerà il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (13a tappa, partenza da Busseto, davanti alla casa natale del Maestro). Lo scorso anno si impose, a sorpresa, il canadese Ryder Hesjedal; l’ultimo italiano a vincere (a tavolino) fu Scarponi, nel 2011, sul campo Ivan Basso, nel 2010.