MILANO – Nuvole nere, portatrici (presunte) di doping accolgono la figura di Mario Cipollini (nella foto InfoPress) sabato 9 febbraio 2013: secondo alcuni documenti pubblicati in esclusiva dalla Gazzetta dello Sport, che altro non sono se non carte del processo “Operacion Puerto” in corso a Madrid, infatti, emergerebbe il suo coinvolgimento in vicende riguardanti assunzioni di “Epo, ormoni e anabolizzanti, più le indicazioni sui pagamenti a Fuentes”, citiamo fedelmente.

La documentazione comprenderebbe tabelle per la somministrazione di prodotti dopanti nell’arco della stagione 2002, culminata con il trionfo del velocista nella prova iridata di Zolder, nonché di Milano-Sanremo inseguita una vita e della stessa Gand-Wevelgem. Così il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco: “Ci costituiremo parte civile nel processo ‘Operacion Puerto’. Continua lo stillicidio di notizie provenienti da un passato oscuro, che non appartiene più al nuovo ciclismo. Sono le scorie di quel sistema che abbiamo lasciato definitivamente alle spalle con la svolta culturale e con le buone pratiche di prevenzione e controllo intese a restituire credibilità all’ambiente e fiducia nel futuro”.

Mario Cipollini, oggi 45 anni, ha conquistato quasi 200 successi in carriera, tra cui una Milano-Sanremo (2002), un Mondiale (2002), tre Gand-Wevelgem, 42 tappe al Giro d’Italia (record assoluto), 12 al Tour, 3 alla Vuelta.

Ancora nessuna dichiarazione ufficiale da parte dell’ex ciclista toscano.