Due gol nelle ultime quattro partite di campionato, uno nelle ultime tre, peraltro segnato da un difensore (Antonelli). Le cifre nel calcio non raccontano tutta la verità, ma hanno il pregio di non mentire mai: se il Milan ha un problema, in questo momento, non è l’allenatore, ma l’assenza di bocche da fuoco e di giocatori in grado di innestarle con continuità. Lo zero a zero di Chievo-Milan è esemplare, in questo senso. Come contro il Sassuolo, i rossoneri giocano solo una mezzora a buon livello – quella iniziale a Reggio Emilia, quella finale a Verona – riuscendo tuttavia a creare almeno 4-5 occasioni nitide da gol, ma un po’ per sfortuna e un po’ per imprecisione il prodotto è sempre lo stesso, il nulla cosmico. Una condizione atletica non più ottimale, la mancanza di alcuni giocatori-chiave (Montolivo su tutti) e l’usura di altri (Bonaventura, Bacca), unita all’inconsistenza della panchina, hanno fatto il resto.

Ci si mette anche la sfortuna, che non perde mai occasione di infierire sui meno audaci. Juraj Kucka si fa male durante il riscaldamento, e Mihajlovic (in tribuna per squalifica) è costretto ad abbandonare l’idea del 4-3-3 e a rilanciare nel 4-4-2 un Menez che non arriva al 50% della forma. Come se non bastasse, dopo un quarto d’ora è il più giovane della banda, Gigio Donnarumma, a dover alzare bandiera bianca in seguito a uno scontro volante con Cacciatore. Giramento di testa e corsa in ospedale per accertamenti (nulla di grave, solo una botta) per il baby portiere, sostituito non da Diego Lopez, evidentemente epurato, ma da Christian Abbiati, il quale deve subito togliersi di dosso la ruggine, con due interventi decisivi su Floro Flores e Meggiorini. Il Milan del primo tempo è in una delle sue peggiori versioni dell’anno, anche perché l’inedita coppia Bertolacci-Poli non ne azzecca una in fase di costruzione e Bonaventura prosegue nel suo periodo di luna nera, col risultato che Bizzarri resta spettatore non pagante per tutti i primi 45′.

Decisamente migliore l’impatto nella ripresa da parte dei rossoneri, che pur senza scostarsi dai soliti, semplici concetti – sovrapposizioni sugli esterni dei terzini, tagli verso l’interno di Bonaventura e Honda – riescono finalmente a chiudere il Chievo nella propria trequarti e a rendersi più volte pericolosi dalle parti di Bizzarri. Dopo una conclusione di Jack alta di poco, è Bacca a sfiorare il gol del vantaggio, con un colpo di testa su cross di Honda che sfila a lato di un nulla, dando anche l’illusione ottica del gol. Si rivede anche Luiz Adriano a due mesi dalla sua ultima da titolare, il 9 gennaio scorso, ma il Diavolo non riesce a sfondare. Dicevamo della sfortuna: alla mezzora è lei a strozzare in gola l’urlo ai tifosi milanisti, materializzandosi sotto forma di traversa e incrocio dei pali sulle conclusioni a botta sicura di Abate e Bertolacci, nel giro di cinque secondi. Ancora Bacca vicino al gol al 36′ (bravo Bizzarri in uscita) ed è chiaro a tutti che nemmeno questa è giornata. Almeno il Diavolo evita la beffa: Cacciatore segna di testa a 1′ dalla fine, ma in evidente posizione di fuorigioco. Finisce 0-0, e ora immaginare qualcosa in più del sesto posto diventa un puro atto di fede.