La sconfitta contro il Sassuolo ha lasciato ferite profonde in casa Milan: alcune comprensibili, come quelle legate alla delusione per un obiettivo Champions League ormai lontano come un miraggio nel deserto, o alla constatazione dei limiti di una rosa che non può prescindere da quei 3-4 elementi cardinali; altre decisamente meno accettabili, per  esempio il clima di rinnovata guerra fredda tra presidente e guida tecnica. Ieri, Silvio Berlusconi si è recato in visita a Milanello, accompagnato da alcuni dirigenti di Publitalia, e ha trovato il tempo di farsi immortalare sorridente accanto a Sinisa Mihajlovic: un gesto che, se non altro, restituisce un minimo di serenità a un ambiente troppo condizionato dagli umori presidenziali, anche se difficilmente cambierà la sostanza. I due non sembrano compatibili, per dirla alla Leonardo, e a fine stagione la separazione è quasi certa, nonostante squadra, tifosi, critica e persino i due amministratori delegati siano saldamente dalla parte del tecnico.

In attesa dell’ennesimo salto nel vuoto, restano ancora circa nove settimane di calcio da onorare, con una qualificazione all’Europa League ancora da blindare e il sogno della Coppa Italia contro la Juventus sullo sfondo. Proprio i bianconeri hanno fatto un favore al Milan, stendendo il Sassuolo nell’anticipo del venerdì e concedendo ai rossoneri la possibilità di allungare nuovamente in classifica, espugnando il Bentegodi nella gara del mezzogiorno domenicale. Contro il Chievo, Mihajlovic sarà costretto ad abbandonare dopo tre mesi il suo solido 4-4-2. Questione di necessità e non di scelta, a dire il vero: l’infortunio di Niang ha tolto di mezzo l’unica spalla (più o meno) efficace per Carlos Bacca, dal momento che Menez è ancora totalmente fuori condizione, Boateng non ne parliamo, Balotelli si è impaludato nel suo limbo psicologico e Luiz Adriano torna oggi tra i convocati dopo un mese di acciacchi vari. Ergo, si torna al modulo con Bacca punta unica, supportato da Bonaventura e Honda sugli esterni in un 4-3-3 di inzaghiana memoria che non portò molto bene l’anno scorso. Problemi anche in mediana, dove la perdurante assenza di Montolivo costringerà Sinisa a riproporre l’incerto Bertolacci, questa volta addirittura nel ruolo di regista arretrato, con Kucka e il redivivo Poli ai fianchi. In difesa si registrano i ritorni di Abate sulla destra e Romagnoli al centro (era ora).

CHIEVO (4-3-1-2): Bizzarri; Cacciatore, Dainelli, Cesar, Gobbi; Rigoni, Radovanovic, Castro; Birsa; Meggiorini, Pellissier. All. Maran

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Alex, Romagnoli, Antonelli; Poli, Bertolacci, Kucka; Honda, Bacca, Bonaventura. All. Mihajlovic