Finalmente si comincia. La sfida Chievo-Juventus apre la serie A 2014-2015. Dopo più di tre mesi di attesa torna il campionato. Ad aggiudicarsi i primi tre punti è la Vecchia Signora che ha vinto 1-0. Nessuna partenza falsa, quindi, per Max Allegri. Considerato che i suoi inizi di torneo solitamente non sono troppo brillanti vedremo come proseguirà, ma per ora tutto bene. I bianconeri, con tanti assenti vincono e convincono mostrando personalità.

Allegri si affida all’usato sicuro e sceglie il 3-5-1-1. Soluzione intelligente. Davanti a Buffon ci sono Caceres, Bonucci e Ogbonna. Sulle corsie laterali Lichtsteiner (a destra) e Asamoah (a sinistra). Nel cuore del centrocampo Vidal, sul quale il tecnico è stato perentorio ‘per noi è fondamentale, resta‘, Marchisio (funge da vice Pirlo) e Paul Pogba. Coman agisce alle spalle di Tevez. Corini risponde con il 4-3-1-2.  A inizio match i tifosi clivensi regalano una bella coreografia con centinaia di numeri 31 dedicati a Pelissier oggi in tribuna. Al 4′ minuto il debuttante Coman trova una grande giocata e sfiora il vantaggio. Al 6′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Caceres tocca di testa e Biraghi spedisce nella sua porta.Vecchia Signora in vantaggio. Buon inizio della Juve. Di personalità. D’intensità. Per gli ospiti tante occasioni. Al 15′ Vidal colpisce il palo.  I Campioni d’Italia tengono Asamoah e Lichtsteiner molto alti. Il Chievo prova a essere velenoso in contropiede, ma senza successo. Buona prova anche per Arturo che pare stare bene, ma che al 28′ viene ammonito per un intervento su Biraghi. Al 35′ Coman sfiora di nuovo la rete con una botta di sinistro da fuori area. Esordio positivo per il francesino. Ora Allegri, che pare più scatenato del solito, è un po’ meno contento del gioco della sua squadra, ma i piemontesi paiono in controllo. Al 41′ grande azione sull’asse Coman-Lichtsteiner-Tevez. L’argentino colpisce la traversa. Pochi istanti dopo ancora un legno bianconero. E sono 3. Grande sfortuna per i Campioni d’Italia che meriterebbero un vantaggio ancora più netto. Si chiude qui il primo tempo. Per adesso ottima Juve.

Nella ripresa Corini inserisce Paloschi e Radovanovic per Schelotto e Mangani. Dopo pochi secondi ottima giocata di Coman che calcia da fuori. Palla di poco a lato. Subito dopo qualche protesta veneta per una trattenuta di Ogbonna su Maxi Lopez, ma il tutto dovrebbe avvenire fuori area. Allegri non è troppo soddisfatto. Vede un inizio di secondo tempo della sua squadra piuttosto blando. Al 13′ il toscano vorrebbe sostituire Vidal, un po’ stanco, con Pereyra, ma il cileno gli chiede di aspettare. Buon segnale. Al 20′ entra Llorente per Coman che esce tra gli applausi del pubblico. Davvero buona prova per il francesino. Subito dopo Radovanovic deve abbandonare il campo in barella per una botta sul volto patita in uno scontro con il compagno Dainelli.  Apprensione per il clivense. Al suo posto Cofie. Al 25′ grande occasione per Caceres che calcia da sotto misura, ma una deviazione avversaria gli nega la rete. Ora i bianconeri crescono e hanno alcune occasioni per il 2-0.  Al 31′ Buffon si oppone splendidamente a Maxi Lopez da un metro. Al 40′ esce Vidal dentro Pereyra. Maree di applausi per il cileno che ricambia mandando baci. Al 48′ espulso Corini perchè calcia la sfera restituendola a un suo giocatore prima ancora che questa uscisse dal campo. Episodio particolarissimo. In questo secondo tempo i bianconeri hanno faticato un po’, ma hanno saputo controllare la sfida e rischiato in una sola occasione.

Ecco le parole di Allegri a fine gara ai microfoni Sky: ‘Ci sono buoni segnali, sono abbastanza soddisfatto. Ma c’è molto da migliorare’. Nel uscire dal campo è apparso piuttosto contrariato, ma in realtà afferma ‘Più che altro ero preoccupato. Dovevamo chiudere la partita, e invece su una palla in area abbiamo rischiato di subire il pari: Buffon ha fatto una grande parata’. Sottolinea poi il grande valore di ‘aver vinto la prima e di avere a disposizione la pausa per recuperare qualcuno dei tanti assenti’.  Trova anche qualcosa da migliorare: ‘Alle volte siamo troppo chiusi, ci schiacciamo: voglio una squadra più offensiva’

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