Il match del Bentegodi delle 12:30 rappresentava un altro test dopo il derby vinto di misura contro il Milan non esprimendo tuttavia un gioco sensazionale e contro il Chievo l’Inter strappa un altro 1-0 decisivo ai fini della classifica ma anche di un’identità di squadra che si va pian piano consolidando proprio grazie a questa serie ininterrotta di successi. I nerazzurri rimangono dunque al comando della classifica e possono mettere un altro tassello in un puzzle ancora molto lontano da una sua completezza poiché ancora manca tanto a questa Inter, soprattutto in fase di costruzione.

Non c’è però da stupirsi, e Mancini lo sta ripetendo in continuazione, poiché l’Inter con l’innesto di tanti giocatori nuovi ha attuato quella che può esser definita un’autentica rivoluzione. La squadra, con l’addio di giocatori molto tecnici ma che tuttavia non sono mai stato in grado di marcare la differenza come Kovacic e Hernanes, ha cambiato pelle. La difesa ridisegnata, il centrocampo decisamente muscolare e l’attacco che avvalendosi degli esterni (nel caso del match contro il Chievo sono stati Jovetic e Perisic, ma possono essere anche Palacio – entrato nel finale –  e Ljajic) è molto più dinamico ed eterogeneo rispetto al recente passato, stanno pagando e l’Inter sta guadagnando partita dopo partita, oltre ai punti preziuosi, l’etichetta di squadra solida e pragmatica.

Il Chievo di Maran è un gran brutto cliente – ne sa qualcosa la Juventus – perché è una squadra organizzata ottimamente e tatticamente evoluta. Risulta sempre difficile affrontarla poiché sta bene fisicamente, ha gamba e non lascia giocare la squadra avversaria. Hetemaj e Castro sono instancabili e la coppia d’attacco, Meggiorini e Paloschi, insieme a Birsa, spesso dà una mano in fase di non possesso. Nella prima mezzora infatti l’Inter ha vita dura facendo fatica a impostare la manovra e oltrepassando con difficoltà la metà campo per rendersi pericolosa. Il Chievo invece si affaccia spesso dalle parti di Handanovic anche senza creare eccessivi pericoli.

La rete nerazzurra di Icardi nasce da un guizzo di Kondogbia, oggi grande presidio del centrocampo nerazzurro e nettamente in crescita rispetto al derby, favorito da una finta di Jovetic. Importantissimo il montenegrino in questa Inter perché insieme all’altra pedina fondamentale dello scacchiere di Mancini, Perisic, funge da raccordo col centrocampo. Nella ripresa poi l’Inter preferisce gestire piuttosto che affondare, anche perché il Chievo concede pochissimo non commettendo l’errore di scoprirsi alla ricerca del pari, sfiorato nel finale su colpo di testa di Cesar.