Poteva, e doveva, iniziare meglio il campionato dell’Inter, trafitto 2-0 dal Chievo. Deludente la prova della squadra, marchiani alcuni errori commessi da Frank de Boer.

ECCESSIVA SFRONTATEZZA

Guidata la squadra soltanto contro il Celtic prima dell’esordio in campionato, il tecnico nerazzurro ha voluto rivoluzionare l’assetto. Il 3-4-1-2 si è rivelato un azzardato esperimento, specialmente contro una compagine che ormai da anni gioca nello stesso modo. Abituato a svariare fra il 4-3-3 e il 4-3-1-2 l’olandese ha provato un modulo sconosciuto sia a lui che ai ragazzi. Altra lacuna la condizione fisica, evidenziata da De Boer stesso nel dopopartita. Il 66,6% di possesso palla ha condotto a un vantaggio territoriale del 48% ovvero passaggi avvenuti perlopiù all’interno della propria metà campo. Colpa di una cattiva gestione della sfera, abbinata ai pochi movimenti dell’undici in campo. Infelice la prova di Icardi stesso, troppo statico.

NESSUN GUIZZO DI CANDREVA

Deficitaria condizione fisica che de Boer ha attinto come giustificazione per la difesa a tre. Lontano dalla forma migliore soprattutto Candreva, da supportare maggiormente. Uno spreco farlo correre lungo tutta la fascia e alla fine nessuno dei 7 cross dell’ex laziale ha creato pericolo. Incolore poi la prova del subentrante Perisic. Ancora deludente la prestazione del reparto arretrato con Ranocchia e D’Ambrosio entrambi respinsabili sul primo gol di Birsa. Poco sicuro anche Miranda, i clivensi ne hanno tratto vantaggio.

GEOMETRIE OFFUSCATE

Sul banco degli imputati Banega, colui che doveva far girare la squadra. Il centrocampista argentino ha vagato per il campo per 70 minuti, sostituito da Brozovic. Toccati 71 palloni, ma nessuno realmente determinante, un po’ per colpa dell’atteggiamento della squadra, un po’ perché non ha saputo trovare il giusto collocamento. Abituato al 4-2-3-1 a Siviglia con incessanti sovrapposizione dei terzini, il centrocampista ad alta densità dei locali gli ha impedito di orchestrare al meglio la manovra.