A poche ore dalla sfida interna, potenzialmente decisiva, contro la Macedonia, parla Giorgio Chiellini. Il difensore bianconero tornerà a fare reparto con Barzagli e Bonucci.

Un piacevole ritorno al passato

“Mi fa sempre piacere ritrovare quella difesa - dice il difensore azzurro -. Con Bonucci abbiamo condiviso tanti anni e tante partite e quindi siamo contenti di tornare a giocare insieme. Anche se con Leo non giochiamo più nella stessa squadra abbiamo delle certezze consolidate. In ogni caso, abbiamo tanta voglia di far bene. Sarà fondamentale il nostro approccio per coinvolgere la gente e vivere una bella serata. L’obiettivo, comunque, è quello di fare passi avanti e crescere in attesa dei playoff.

Macedonia insidiosa in contropiede

Solo in Israele la BBC è scesa in campo da titolare nella gestione Ventura. A Torino arriva un altro avversario scomodo:L’attacco della Macedonia ha qualità, visto che ci sono punte importanti come Pandev, Nestorovski e lo stesso Trajkovski, che ha avuto grandi lampi. Ci vorrà attenzione per non prendere contropiedi. L’umore è comunque alto: “Proprio vero. Riguardo all’andare al Mondiale, la drammatizzazione la fa la comunicazione. Ci sono alti e bassi, voli pindarici. Per quello che riguarda noi occorre isolarsi e trovare un grande equilibro interno. Un anno fa era ben chiaro il discorso qualificazione. Abbiamo fatto un grande girone, siano andati in Spagna con la speranza di farcela e ci siamo inchinati davanti a una delle più grandi realtà del calcio moderno. Per questo adesso affrontiamo i playoff con grande fiducia e rispetto, ma queste tragedie – si fa per dire – non ci appartengono e non ci devono scalfire”.

Calendario troppo fitto

Un velo di rammarico lo provocano invece i numerosi infortuni che affliggono gli azzurri. Evidenti, secondo Giorgio, le cause: Il calcio si sta evolvendo e i ritmi sono sempre più intensi - spiega -. Si va molto più forte di dieci anni fa e ci sono sempre più partite difficili, perché il calcio si è livellato dal punto di vista fisico per via della globalizzazione. Insomma, ci sono tante gare e quindi i rischi di farsi male aumentano. Ma noi non possiamo fare nulla, decideranno i ‘grandi capi’ che cosa fare. Una cosa però è certa: si gioca un pochino troppo.