Arsene Wenger contro l’Uefa. Il tecnico francese dei Gunners ha accusato la federcalcio continentale di tollerare il doping per aver omologato il risultato di Dinamo Zagabria-Arsenal, partita terminata 2-1 in favore dei croati nonostante tra i padroni di casa giocasse un calciatore risultato positivo ai controlli effettuati al termine del match.

La gara, valida per la Champions League, è stata disputata lo scorso 16 settembre. Oggi all’Emirates Stadium è prevista la partita di ritorno, vigilia infiammata da dichiarazioni destinate a far discutere.

Wenger ha fato riferimento, in particolare, al centrocampista Arijan Aremi, squalificato per quattro anni.

“Come si fa a giustificare un comportamento del genere?” ha dichiarato il francese “La Uefa è incoerente perché squalifica un calciatore per doping, ma convalida il risultato pur sapendo che a quel match ha partecipato un calciatore che ha barato”.

“Tutto ciò significa che l’Uefa accetta il doping”, la grave accusa di Wenger.

Il tecnico francese è da tempo in prima fila nella lotta al doping. Ultimamente ha chiesto ulteriori controlli del sangue nel mondo del calcio.

I regolamenti dell’Uefa, però, parlano chiaro. Una squadra che gioca con un calciatore che a fine partita risulta positivo ai test antidoping non si vedrà inflitta la sconfitta a tavolino”.

La replica dell’allenatore della Dinamo Zagabria, Zoran Mamic, non si è fatta attendere. “Wenger dica pure quel che gli pare. La verità è un’altra perché ci sono altre persone deputate a prendere questo tipo di decisioni”.

Quanto al doping nel calcio, Mamic è altrettanto perentorio: “Non credo affatto che nel nostro mondo ci sia un problema doping”.