Nell’attesa di vedere in azione le altre quattro big d’Europa impegnate rispettivamente nei match Psg-Manchester City e Wolfsburg-Real Madrid i primi due quarti di finale di Champions League che vedevano di fronte Barcellona e Atletico Madrid da una parte, in un derby iberico pieno di emozioni, e Bayern Monaco e Benfica, quasi una sfida d’altri tempi, hanno registrato il prevalere dei club che giocavano in casa, sebbene di misura. Risultati che ovviamente non mettono al riparo due regine di livello internazionale come Barça e Bayern e che garantiranno spettacolo e imprevedibilità fino alla fine.

Dopo una stagione praticamente perfetta sin qui del Barcellona, le certezze dei blaugrana hanno cominciato a scricchiolare, complice il Clasico perso in casa contro le agguerritissime Merengues che ha di fatto riaperto i discorsi per quanto riguarda il campionato spagnolo. Adesso i catalani sono a 6 punti di distanza dall’Atletico Madrid (mentre mancano ancora 7 giornate alla conclusione della Liga) che anche in Champions prova a fare lo sgambetto al Barça costringendolo a un 2-1 al Camp Nou che non fa certo fare a Luis Enrique sonni tranquilli.

Nei primi 45 minuti di gioco i Colchoneros di Simeone infatti fanno il bello e il cattivo tempo di fronte a un Barcellona che sembra frastornato e ancora con la testa alla sconfitta contro il Real Madrid. Il protagonista del match porta il nome del figliol prodigo Fernando Torres. Il Niño prima infila Ter Stegen sotto le gambe, poi si fa espellere per eccesso di zelo commettendo un fallo al quanto sciocco su Busquets. Nel secondo tempo cambia tutto e l’Atletico in dieci fatica a contenere il ritorno dei padroni di casa. È come al solito il Pistolero Suarez che con una doppietta pone fine alla sfida all’O.K. Corral riaggiustando una situazione compromettente.

Nell’altra sfida anche il Bayern Monaco riesce ad avere a fatica ragione di un Benfica messo molto bene in campo grazie a un gol dell’ex juventino Vidal in apertura. Dice il vero Guardiola quando ricorda – arrabbiandosi – allo sprovveduto giornalista tedesco che i lusitani non giocano in difesa, ma quando i bavaresi li costringono a farlo, la squadra allenata da Rui Vitoria se la cava bene e lo fa con cognizione di causa rendendo spesso sterili gli attacchi teutonici, mettendo spesso a repentaglio la porta del sempre ottimo Neuer attraverso le puntate del pericolosissimo Jonas.