Forte di un pareggio ardimentoso ottenuto all’Olimpico nel primo turno della fase a gironi di Champions League contro il Barcellona e di un ritrovato ottimismo in campionato (di ottimo auspicio il 5-1 rifilato al Carpi in campionato), la Roma capitola a Barisov contro i bielorussi del Bate, a conti fatti la squadra in assoluto più abbordabile del Gruppo E di qualificazione. Non bastano le reti in rimonta da parte di Gervinho e Torosidis per cancellare una prima mezzora da incubo con i giallorossi sotto per 3-0 in maniera a dir poco rocambolesca. Ora si complica il cammino europeo della Roma, ultima a un solo punto dietro Bate e Bayer Leverkusen a quota tre e il Barcellona capogruppo a quattro punti.

L’inizio incoraggiante della Roma con Gervinho in proiezione offensiva dopo una manciata di secondi è solo un miraggio perché il Bate colpisce duro, anche se fortunosamente, all’ottavo minuto con Stasevich che raccoglie un pallone finito sulla traversa dopo la zampata di Gordeichuk. Nemmeno il tempo di reagire che quattro minuti dopo arriva il raddoppio di Mladenovic che trova un distrattissimo Szczesny inspiegabilmente fuori posizione e lo beffa con un sinistro a quel punto imprendibile. La Roma si riversa in avanti ma in modo confusionario, evidentemente frastornata dalla partenza shock degli avversari.

Alla mezzora arriva anche il gol del 3-0 con un’azione condotta dal solito Mladenovic sul versante sinistro d’attacco dei bielorussi il quale giunto quasi a tu per tu con Szczesny senza marcature, lascia partire una sassata micidiale sotto la traversa sulla quale il portiere polacco non oppone resistenza. Vantaggio abissale e Roma in totale balia dei padroni di casa con Iturbe e Salah imponderabili, quasi irriconoscibili e il resto della squadra che ha smarrito concentrazione e, soprattutto, fiducia.

Nella ripresa la sveglia da parte di Garcia e i suoi doverosi correttivi si fanno sentire, come l’ingresso di Iago Falque e Torosidis. Il Bate affonda meno i colpi cercando di gestire in maniera “economica” il vantaggio, la Roma radunate le energie psicologiche necessarie ritrova grinta, unità e gioco, consapevole che il risultato sia pesante ma non irrecuperabile. Il dinamismo di Gervinho dà la carica e De Rossi cerca, insieme a un meno spento Pjanic, di riorganizzare la manovra. Ne benificia un po’ tutta la squadra con Salah molto più attivo, anche se sciupone, a cominciare dalla maggiore spinta sulle fasce attivata da Digne e Torosidis (subentarto a un opaco Florenzi). I giallorossi riescono a recuperare due lunghezze, ma sprecano tanto in un finale che gli impedisce di raggiungere l’impresa. Inutile dire che le importanti assenze, soprattutto quella di Dzeko, hanno pesato.