Che sarebbe stata un’impresa fuori dal comune lo si sapeva, poiché espugnare il Santiago Bernabeu già così, in condizioni diciamo normali, è cosa assai ardua e improba(bile), farlo nei turni a eliminazione di Champions League diventa praticamente impossibile. Eppure la Roma ha il merito di averci provato fino in fondo e, contro un Real in fin dei conti spietato, ma non irresistibile, avrebbe certamente raccolto di più se certe – tante – occasioni fossero andate a buon fine.

Ma Keylor Navas è uno che ha soffiato definitivamente il posto a Casillas (poi accasatosi altrove). Non a caso. E con i “se” non si è mai fatta la storia, figuriamoci quella del calcio. Le parole di Spalletti in conferenza stampa nel post-partita e post-eliminazione sono state dure e non sempre giustificate. Perché i giallorossi hanno a tratti saputo anche domare la belva blanca assetata di gol e di qualificazione. L’elemento che un ottimo allenatore come Spalletti non contempla nella sua concezione del calcio è l’imponderabilità dei campioni. Quel fattore x che, proprio solo di alcuni che si chiamano Cristiano Ronaldo o James Rodriguez, non a caso, può in qualsiasi momento mutare l’esito di una partita.

La Roma è stata rivisitata e corretta dall’arrivo del tecnico toscano in panchina ed è oggettivamente un’accolita straordinaria di grandi calciatori. Ma il Real Madrid è una squadra di campioni. Ve lo può spiegare un certo Carlo Ancelotti. Pur non esprimendo un calcio champagne i “galattici” si sono portati a casa un doppio 2-0 senza colpo ferire. La Roma avrebbe potuto fare di più sia all’Olimpico che in trasferta, dove ci si è messa anche tanta sfortuna. Se non lo ha fatto, evidentemente va rilevata ancora una certa acerbità in ambito internazionale, un livello ancora troppo alto per poter ambire a certi traguardi.

Però bisogna tener conto che i meccanismi di gioco hanno funzionato, che Pjanic è uscito a fine primo tempo e che la coppia quasi inedita in difesa Manolas-Zukanovic ha retto per larga parte del match. Resta un po’ il dilemma Dzeko, che dopo essersi in qualche modo sbloccato in campionato, fatica a diventare una realtà affidabile a tutto tondo in contesti altri dalla Serie A. Bello e significativo il tributo del Bernabeu a Totti subentrato nel finale di partita.