Serata nera per la Lazio di Pioli che alla BayArena non solo non riesce a bissare la bella prestazione dell’Olimpico ma incontra una sonora batosta con il Bayer Leverkusen perdendo con il passivo quasi umiliante di 3-0 e dice così addio ai sogni di qualificazione in Champions League, non potendo raggiungere Juventus e Roma e condannando un po’ il calcio italiano a un ranking Uefa sempre più in ribasso. Ora invece i club tedeschi a partecipare alla massima competizione europea saranno quattro: il Leverkusen raggiunge infatti Bayern Monaco, Wolfsburg e Borussia Mönchengladbach. I biancocelesti invece dovranno accontentarsi dell’Europa League aggiungendosi per la fase finale a Fiorentina e Napoli.

Le “Aspirine” insomma non fanno sempre bene e la sensazione, amarissima, è quella di aver gettato al vento una grossa chance di partecipare a una competizione che oltre a rivestire di un prestigio e di un fascino tutto particolare una stagione, avrebbe impresso una significativa svolta economica a un club che a pochi giorni dalla chiusura del mercato non solo non effettuerà operazioni in entrata (il famoso rinforzo in attacco) ma rischia altresì di perdere qualche pezzo prezioso (per Felipe Anderson ad esempio c’è un’offerta di 45 milioni da parte del Manchester United).

Un’occasione sciupata proprio in considerazione del vantaggio maturato all’andata, non rassicurante ma che andava decisamente gestito meglio. Non proprio un mercoledì da leoni invece per la Lazio, nella quale non funziona niente, a cominciare dalla scelta tattica, un 3-4-3 che non ha portato a nulla se non ad errori difensivi clamorosi, proprio perché evidenziava meccanismi di difesa ben poco oleati, quelli della linea a tre con l’ennesima performance da incubo da parte di Mauricio, anche espulso al 68′, lasciando la squadra in dieci nel momento del bisogno, quando cioè la Lazio avrebbe potuto ancora sperare segnando un gol.

Invece a pochi minuti dallo scadere è arrivata la rete di Bellarabi a chiudere i giochi e a sbarrare la strada al club allenato da Pioli. E, nell’economia del match, non si può neppure recriminare nulla poiché quella che si è vista in campo è una delle peggiori Lazio osservate negli ultimi due anni. Abulica, disattenta, poco incisiva e senza quella cattiveria agonistica che la contraddistingue. Felipe Anderson un ectoplasma, Lulic e Candreva si sono mossi molto ma dialogando poco sul fronte offensivo, complice uno spento Anderson, appunto, e un Keita senza palloni giocabili. Tutto il contrario in sostanza di quanto avvenuto dall’altra parte dove il Leverkusen ha dominato in lungo e in largo pressando l’avversario dall’inizio alla fine grazie al gran lavoro di Kiessling, Bellarabi, MehmediÇalhanoglu, e naturalmente a due autentici mastini come Kramer e Bender che hanno recuperato una mole enorme di palloni. Un Bayer che se gioca con questi massimali, darà gran filo da torcere in Champions e probabilmente qualche dispiacere già da sabato prossimo a Guardiola in Bundesliga.