Fossimo tifosi del Barcellona saremmo felici per una moltitudine di ottime ragioni. Perché i blaugrana, pur non premiati dalla fortuna durante i sorteggi, hanno raggiunto la finale di Champions League lasciando dietro di sé un’impressionante scia di sangue, strapazzando squadroni come Manchester City, PSG e Bayern Monaco, ipotecando sempre la qualificazione già all’andata e viaggiando a una media di oltre due gol a partita. Perché il tridente Messi-Suarez-Neymar è quanto di più temibile ci possa essere in giro attualmente, non solo per la qualità immensa dei singoli, ma anche e soprattutto perché si cercano, si trovano, si divertono a giocare insieme (basti vedere le due reti di Ney all’Allianz Arena). Perché, qualunque sia il suo prossimo avversario a Berlino, saranno i turbonani a essere i favoriti assoluti di una coppa che hanno già dimostrato di meritare più di chiunque altro. Infine, c’è anche una simpatica questione scaramantico-statistica: da quando allena (2008-09), Pep Guardiola ha sempre vinto la Champions League oppure è stato eliminato dai futuri campioni. Un “effetto Guardiola”, come dice Tuttosport, che si può facilmente riscontrare buttando un occhio al calendario delle ultime edizioni.

Nel 2008-09 Pep trascinò il Barcellona alla conquista della sua terza Champions League, battendo nella finale di Roma il Manchester United. L’anno successivo, la corsa dei catalani si fermò in semifinale contro l’Inter di Mourinho, che poi trionfò al Bernabeu. Nel 2010-11 Guardiola e il Barcellona si ripresero la coppa, di nuovo bastonando lo United nella finale di Wembley. Nel 2011-12 altro stop in semifinale per i blaugrana: a farli fuori il Chelsea di Drogba, Di Matteo e della fortuna sfacciata, che poi riuscì a bissare il miracolo in finale contro il Bayern Monaco. Finisce l’era Guardiola a Barcellona, il tecnico si prende un anno sabbatico per poi tornare tra gli squilli di tromba e i boccali di birra alla guida del formidabile Bayern, nel frattempo diventato la squadra più forte al mondo. Non abbastanza, tuttavia, da infrangere l’effetto Guardiola: nella semifinale del 2013-14, infatti, i bavaresi vengono travolti dal Real Madrid di Carletto Ancelotti (5-0 complessivo), che poi completeranno l’opera a Lisbona contro l’Atletico Madrid. Comunque la si voglia leggere: sei stagioni da allenatore professionista, sei volte tra le prime quattro d’Europa.

Peraltro, non è la prima volta che si verificano curiose combinazioni come queste. Dal 2002 al 2008, infatti, ha dominato la regola del “vince la coppa chi batte chi ha eliminato il Real Madrid“.  Accadde nel 2002-03 (Milan campione dopo aver battuto in finale la Juve, che aveva eliminato il Real Madrid), nel 2003-04 (Porto campione dopo aver battuto in finale il Monaco, che aveva eliminato il Real Madrid), nel 2004-05 (Liverpool campione dopo aver eliminato la Juve, che aveva eliminato il Real Madrid), nel 2005-06 (Barcellona campione dopo aver battuto in finale l’Arsenal, che aveva eliminato il Real Madrid), nel 2006-07 (Milan campione dopo aver eliminato il Bayern Monaco, che aveva eliminato il Real Madrid), nel 2007-08 (Manchester United campione dopo aver eliminato la Roma, che aveva eliminato il Real Madrid).