Deve succedere ancora di tutto in un match, quello della quarta giornata della fase a gironi di Champions League tra Roma e Bayer Leverkusen, nel quale i giallorossi erano riusciti a guadagnare un vantaggio di due reti, prima che la Roma riesca a portare a casa quei faticosissimi tre punti che gli consentono di riacciuffare – e a buon titolo – il discorso qualificazione, perché all’Olimpico i due gol di Salah e Dzeko non bastano per chiudere la partita. Il Bayer rimonta e rischia di beffare addirittura i padroni di casa che solo sul finale, su rigore realizzato da Pjanic, riescono a mettere la parola fine sul match.

Giocando con la consapevolezza di avere un solo risultato a disposizione, la Roma parte subito forte andando in gol al 2′ con Salah lanciato a rete da Dzeko. Le “Aspirine” appaiono fin troppo spavalde all’Olimpico perché spesso tramutano il 4-4-2 di base in 4-2-4 alzando troppo il baricentro con le ali MehmediÇalhanoglu, lasciando la difesa altissima e di conseguenza perforabile. Ma la natura del gioco di Schmidt è questa e il Bayer Leverkusen ha la mentalità offensiva nel suo Dna. D’altronde nelle ultime quattro gare ha collezionato 15 gol all’attivo subendone 9. E alla fine se il bilancio delle realizzazioni chiude all’attivo, i conti tornano.

Tornano un po’ meno invece per la Roma che, grazie a un Edin Dzeko in gran serata da stelle e da campioni il quale raddoppia al 29′ segnando da Dzeko, imbeccato da un filtrante di Nainggolan, sbloccandosi così dal torpore realizzativo, si vede raggiunta dopo soli sei minuti trascorsi nella ripresa, quando Mehmedi e il Chicharito Hernandez (quest’ultimo grazie a uno spunto del sempre più determinante Kampl) mettono in ginocchio la difesa capitolina.

Il contraccolpo psicologico è di tale portata che, vien da pensare, la storia, anche la più recente, non insegni niente, poiché il rocambolesco 4-4 dell’ “andata” è stato figlio di deconcentrazione e ingenuità. La Roma va in confusione e fino alla mezzora del secondo tempo fa fatica a ritrovarsi. Poi però cuore e carattere riemergono dal sonno dogmatico e l’undici di Garcia, pur penalizzato dalle sostituzioni per infortunio prima di Florenzi e poi di Maicon, ritrova lucidità e fiducia tali da aggredire organicamente l’avversario fino all’episodio decisivo del fallo di Toprak su Salah da rigore e espulsione per il 3-2 sudatissimo ma definitivo. Ora, grazie alla sconfitta del Bate Borisov col Barcellona, la Roma è seconda nel Gruppo E.