Inizia con un pari per 1-1 all’Estadio do Dragão contro il Porto l’avventura della Roma in Champions League, anche se siamo ancora nella fase dei preliminari. Un risultato tutto sommato positivo e incoraggiante per il ritorno all’Olimpico in programma martedì prossimo 23 agosto quando, archiviata anche la prima di campionato, i giallorossi potranno contare anche di un maggior rodaggio su gambe, fiato e muscoli. Le urne non sono state certo indulgenti con il club della capitale che se vuole accedere alla fase ai gironi del torneo deve sbarazzarsi da subito di una squadra storicamente sempre difficile da affrontare.

Lo testimonia anche il match del do Dragão con una Roma che, finché ha potuto, ha dominato in lungo e in largo la partita ma poi rimasta in inferiorità numerica per l’espulsione di Vermaelen (41′ del primo tempo) ha dovuto subire il ritorno dei padroni di casa rischiando più volte di capitolare di fronte all’insistente offensiva del Porto. L’arbitro olandese Kuypers non ha smentito la sua fama di direttore di gara dal cartellino facile estraendo nell’occasione ben 7 gialli, uno dei quali si è trasformato improvvidamente in rosso per la Roma. E il nuovo acquisto Vermaelen si presenta da subito così ai suoi tifosi in una gara ufficiale.

Un episodio che la Roma, dopo un inizio arrembante nel quale diventa subito padrona della partita imprimendo al gioco un ritmo indiavolato fin dai primissimi minuti, paga a caro prezzo poiché per l’intera seconda frazione di gioco l’inferiorità numerica dei giallorossi pesa come un macigno con la difesa che sbanda continuamente non riuscendo ad arginare l’offensiva portoghese e Spalletti in seria difficoltà nel trovare il bandolo di un’intricata matassa. Dopo l’espulsione del belga, Emerson entra al posto di Perotti e la Roma si spegne con Juan Jesus che va a fare il centrale e soffre per l’intero secondo tempo. Al 61′ André Silva pareggia il conto dello sfortunato autogol di Felipe su rigore (provocato da un fallo di mano in area di Emerson) dopodiché i giallorossi vanno in apnea fino allo scadere del tempo resistendo comunque sull’1-1.