Nel match di apertura della fase a gironi di qualificazione della Champions League alla Roma non riesce il complicatissimo tentativo di imitare il successo della Juventus della sera prima e col Barcellona finisce 1-1. Ma il punto strappato in casa tra le mura amiche dell’Olimpico è un punto che vale oro e che tornerà di sicuro di grande utilità nel computo finale di un Gruppo tutt’altro che semplice con il Bayer Leverkusen che, contemporaneamente, ha sconfitto per 4-1 il Bate Borisov. Poi, aver fermato la corazzata spagnola non ha prezzo per una Roma che, decisamente inferiore sul piano del gioco, ha mostrato grande carattere e orgoglio di squadra.

Il salvataggio in pieno recupero di Manolas su pallonetto dell’onnipresente avvelenatissimo Messi è un po’ la fotografia di un’intera partita che ha visto la Roma subire il gioco pressante e asfissiante ma non stratosferico del Barcellona, ma senza voler arrendersi e riuscendo alla fine ad arginare una dominanza che altrimenti avrebbe potuto spazzare via come un fuscello la squadra avversaria. Anche il confronto nel possesso palla in termini percentuali, 69 per i catalani e 31 per i giallorossi sono l’epitome di un match vissuto davvero con tanta sofferenza dai padroni di casa. Eppure la differenza di valori in campo, almeno sulla carta, non sembrava così netta tra due squadre abituate entrambe a fare gioco e a condurre le danze cercando sempre di non farsi soverchiare a centrocampo imponendo, se possibile, ritmo e linee di gioco.

La prima mezzora è stata addirittura impressionante con i blaugrana nel pieno dominio della partita e la squadra allenata da Garcia che non riusciva a mettere il naso al di fuori della propria metà campo se non grazie a qualche rapidissima volata in contropiede di Salah, sulla quale però ha avuto gioco facile la difesa catalana. Brava però la Roma a non smarrirsi dopo la rete del vantaggio spagnolo da parte di Suarez al 21′ del primo tempo e a trovare subito, dopo dieci minuti, il gol del pareggio grazie a un’invenzione fantasmagorica di Florenzi che da 56 metri, praticamente dalla linea del centrocampo, ha piccionato il colpevole Ter Stegen pizzicato esageratamente fuori dai pali. Non è la prima volta che il portiere tedesco si lascia sorprendere fuori posizione: anche durante il match di Supercoppa spagnola contro l’Athletic Bilbao Ter Stegen si era lasciato infilare colto fuori dalla propria area in occasione del primo gol basco.

Nella ripresa il copione non cambia ma la Roma serra i ranghi e cerca in tutti i modi di sbarrare le linee di passaggio agli avversari riuscendo a contenere le avanzate catalane e bloccando le pericolose iniziative delle tre stelle offensive Messi, Neymar e Suarez, sempre capacissimi di portare minaccia in area giallorossa seminando il panico nelle zone difensive. Attenta invece e sul pezzo la nuova coppia centrale della Roma Manolas e Rudiger, magistrale nel non lasciare troppo spazio d’azione al trio letale del Barça con Digne che, a supporto, ha ringhiato spesso alle spalle del fuoriclasse argentino. Tanto sacrificio invece da parte di un centrocampo tenace e di un tridente d’attacco, Dzeko compreso, che ha saputo rendersi funzionale facendo parecchio elastico e spesso rimanendo basso per non allungare troppo la distanza tra i reparti.