Inizia davvero bene l’avventura in Champions League per la Juventus che espugna l’Etihad Stadium vincendo contro il Manchester City per 2-1 in una partita che dopo uno stallo durato quasi un’ora di gioco, si era complicata a causa della rete su autogol di Chiellini, contestatissima – e a ragione dai giocatori bianconeri – per un fallo evidente di Company sul difensore juventino che sovrastato dal centrale belga aveva infilato la porta di Buffon su azione da calcio d’angolo. Una reazione di grande carattere della Juventus ha invece ribaltato il risultato, consentendo di pareggiare prima con Mandzukic su traversone a tagliare l’area del City di Pogba e poi con una magia di un ritrovato Morata.

Una vittoria che naturalmente per la Juventus non significa solamente cominciare bene la fase di qualificazione del Gruppo D di Champions League ma possiede un valore importantissimo a livello psicologico. Una sorta di prova d’orgoglio contro una grande squadra che si presentava davanti al proprio pubblico di Manchester e di fronte alla Juventus forte dei cinque successi nelle prime cinque gare di Premier League (otto consecutivi se si considerano anche le ultime tre vittorie della stagione scorsa) che sblocca la Juve dal torpore e da un inizio di campionato da incubo e le consente di ritrovare fiducia nei propri mezzi e l’autostima un po’ smarrita nell’ultimo periodo. Un match che dunque potrebbe rappresentare addirittura un punto di svolta fondamentale nel corso della stagione dei bianconeri.

Il City senza Aguero, poi entrato inopinatamente nel finale dopo un recupero da record dall’infortunio rimediato nell’ultima giornata di Premier contro il Crystal Palace, è un’altra squadra. Bony lotta come un leone sulle poche palle giocabili, ma gli inglesi fanno fatica a finalizzare. Anche la Juventus per tutto il primo tempo ha lo stesso problema. Le difese sono impenetrabili, il ritmo di gioco è buono ma non si riesce manovrare in velocità così ogni iniziativa è letta in anticipo dall’avversario. Rimangono i piazzati e le palle inattive come soluzioni per rompere l’equilibrio. Ci provano Kolarov, Touré, Fernandinho e dall’altra parte Hernanes, ma senza successo.

Poi nel secondo tempo la rete del vantaggio casalingo ha dato la scossa alla Juventus che si è data la sveglia. Merito di un Pogba finalmente convincente a centrocampo (e col ManCity non era affatto facile), ma anche di Hernanes che con enorme pazienza ha tenuto in equilibrio la squadra, eseguendo alla perfezione le due fasi in un ruolo, quello di regista davanti alla difesa, non più frequentato da parecchio tempo. Anche Cuadrado ha giocato una partita di grande sacrificio, prodigandosi tantissimo anche in fase difensiva e facendo imbestialire addirittura Allegri nel finale che lo voleva alto per tenere appunto sollevata la squadra. Lo stesso Buffon, sempre decisivo, ha negato il 2-0 a Sterling con un autentico miracolo. In definitiva, una Juve di grande sostanza e carattere, come quella che conoscevamo.