Dopo il successo in terra d’Albione contro il Manchester City arrivano anche i tre punti allo Stadium per la Juventus che si sbarazza con autorità della pratica Siviglia nel secondo turno di della fase a gironi di Champions League. Un 2-0 rotondo e perfetto (Morata al 41′ e Zaza all’87′ gli autori delle marcature) per una squadra che in Europa, per puro gusto del paradosso (senza considerare il magnifico cammino internazionale dello scorso anno, la Juventus in questi anni di trionfi in patria aveva sempre trovato difficoltà in campo europeo), ritrova gioco, risultati e, dunque, fiducia e autostima per un prosieguo di stagione tutto terribilmente in salita.

Difficile dire se per quest’anno la Juventus abbia deciso di concentrare maggiormente le sue forze puntando sulla Champions League, il trofeo la cui conquista è stata soltanto accarezzata lo scorso anno e che manca praticamente da un ventennio dalle parti di Torino, fatto sta che nelle prime due uscite europee i bianconeri non hanno avuto difficoltà a confermare la propria supremazia sulle avversarie, anche a un livello più elevato di quei club peninsulari contro i quali la Juventus ha invece steccato o stentato.

Decisivo contro il Siviglia il ritorno di Khedira a centrocampo. Pur non essendo al 100% della forma (disputando però quasi per intero la partita), per ovvii motivi, la sua intelligenza tattica e la sua presenza in una zona nevralgica del campo ha dato equilibrio a una Juventus che senza Marchisio aveva trovato notevoli difficoltà proprio sulla mediana. Grazie alla sua presenza, il rapporto tra i reparti è risultato più fluido e, nello stesso tempo, coeso, dando sicurezza anche a Hernanes davanti alla difesa e Pogba sull’altro lato del campo. Una difesa impeccabile come quasi sempre e un attacco “cattivo” e “vorace” come quello costituito dal tridente Cuadrado, Dybala e Morata con quest’ultimo sempre più sovrano di coppe, non ha lasciato scampo a un Siviglia troppo timido e inconcludente.

Anche il club spagnolo senza un punto di riferimento di peso davanti come Llorente o, peggio ancora, come Bacca, perso nel mercato estivo in favore del Milan, è decisamente un altro Siviglia. L’assenza di peso specifico e di grande qualità nel reparto offensivo degli andalusi ha condizionato le sorti del gioco del Siviglia. Con il 4-4-2 pensato da Emery ogni tentativo di ripartenza è stato bloccato ab origine dal centrocampo della Juve coadiuvato dall’azione di ripiegamento delle punte. Disinnescati Konoplyanka e Krohn-Dehli (inadatto il danese nella funzione di esterno di centrocampo) nelle ripartenze, Gameiro e Reyes non sono riusciti mai a dare profondità alla squadra per un Siviglia incapace per l’intera durata del match di cerare problemi alla porta difesa da Buffon.