Massimiliano Allegri avrebbe firmato per uno 0-0 alla vigilia di Juventus-Bayern Monaco ma, preso da un lampo di consapevolezza, aveva pronosticato una partita piena di gol: e così è stato. Un 2-2 alla fine estremamente spettacolare, anche perché in totale rimonta e in pieno stile Juve, per questa stagione 2015-2016, dopo il duplice vantaggio dei bavaresi maturato grazie alle reti di Thomas Müller, sul finire del primo tempo, e di Arjen Robben dopo 10′ dall’inizio della ripresa. Un pareggio ricco di gol che favorisce il club di Monaco di Baviera ma che, proprio in virtù di questa rimonta, fa anche ben sperare in un ulteriore prova di carattere da parte dei bianconeri per il ritorno all’Allianz Arena il prossimo 16 marzo.

Ci si attendeva l’ormai classico 4-1-4-1 da parte di Guardiola ma, visto il reparto difensivo in deficit, il tecnico catalano ha voluto stupire ancora piazzando l’ex Arturo Vidal al centro di una linea difensiva a tre con Kimmich e David Alaba e schierandosi dunque con un 3-4-3 “cangiante”, che molto spesso si è trasformato in un 3-5-2 con l’avanzamento di Müller in attacco, in appoggio a Lewandowski. Un sistema di gioco efficace, con Thiago Alcantara e Lahm centrali di centrocampo e Bernat e Müller a sostenere la spinta rispettivamente di Douglas Costa e Robben, che ha un po’ spiazzato la Juventus per tutto il primo tempo e che a quei ritmi ha impedito ai padroni di casa di uscire dalla propria metà campo.

Fino al gol di Robben dello 0-2 è una Juve in sostanza piuttosto passiva che subisce il predominio, sia territoriale che nel possesso palla, del Bayern Monaco affidandosi a ripartenze fulminee ma a volte troppo imprecise. Poi però è venuta fuori la personalità della Juve che allo Stadium ha trovato quel moto d’orgoglio giusto per andarsi a riprendere il match ormai sfuggito di mano. Via Marchisio e Khedira, entrambi non in grandissima serata, e dentro Hernanes e Sturaro, la Juventus, approfittando di un calo di tensione dei tedeschi, ha alzato ritmo e pressing e su un errore difensivo dell’inesperto Kimmich ha trovato il gol di Dybala, su gran lavoro di Mandzukic, che ha riaperto i giochi.

L’ultima mezzora è stato un autentico campo di battaglia con il Bayern mandato un po’ in confusione dalla reazione rabbiosa dei padroni di casa che con Sturaro, assistito da un volitivo Morata (subentrato a Dybala) ha pareggiato i conti rimettendo il risultato in parità. Dopo un intero match basato sulla tecnica e sul fraseggio, le squadre hanno finalmente mostrato i muscoli e la Juventus, d’autorità, si è ripresa la partita colmando il gap con gli avversari a suon di cattiveria agonistica. Da questo punto di vista, Guardiola ha di che rammaricarsi perché pur giocandosela da grande squadra allo Stadium contro la finalista dello scorso anno in Champions League, il Bayern Monaco è stato enormemente leggero in diverse occasioni, sia in difesa, perdendo spesso palla in uscita, sia là davanti, non sfruttando appieno le palle gol che avrebbero potuto ammazzare il match.