Una robusta Juventus si aggiudica allo Juventus Stadium il primo round nell’andata dei quarti di Champions League contro il Monaco avendo la meglio sul club del Principato per 1-0, il risultato “ideale” di Massimiliano Allegri che però in una competizione siffatta potrebbe risultare non troppo ideale. I fattori assolutamente positivi di questo vantaggio, seppur minimo, in vista del ritorno sono innanzitutto e lapalissianamente l’aver portato a casa la vittoria. In secondo luogo, non aver subito reti, cosa che in un match casalingo di Champions League è fondamentale e last but not least aver mostrato ai monegaschi un gioco solido, concreto, autoritario, senza troppi fronzoli. Chiaramente l’errore del direttore di gara Kralovec sull’assegnazione del rigore sul fallo di Carvalho nato fuori area pesa molto, e le proteste di Jardim e i suoi non si sono fatte giustamente mancare su un episodio condizionante e sul quale si potrà legittimamente recriminare, ma la Juve a conti fatti ha cercato più volte di “tutelare” l’1-0 con svariate occasioni da gol, meritando di incassare questo successo.

La Juve ha fatto il suo gioco. È una vittoria di misura ma decisamente rilevante poiché pone buone basi per un ritorno a Monaco nel quale i padroni di casa saranno obbligati a fare la partita e, di conseguenza a scoprirsi. Nell’economia di un turno che si gioca lungo i 180 minuti, la rete siglata da Vidal grazie al rigore funge da autentico ago della bilancia per l’accesso alle semifinali, traguardo che manca ai bianconeri dall’ormai lontano 2003, anno in cui raggiunse (e perse) la finale contro il Milan. Però al di là del punteggio e dei numeri in generale è la determinazione mostrata in campo ad aver fatto la differenza. Come si accennava alla vigilia, il sorteggio di Nyon per la Juventus è andato relativamente bene, laddove in quel “relativamente” sono contenute tutte le sfumature aggettivali che possono lasciar immaginare una sfida complicata, incerta, tutt’altro che scontata contro una squadra che nonostante abbia venduto stelle di prima grandezza (Falcao, James Rodriguez, Abidal, Rivière), dopo l’avvento di Ranieri in panchina è rimasta pur sempre uno dei punti di riferimento in Ligue1, attualmente terza in campionato.

Puntare sul 23 bianconero. Il reintegro in squadra di Pirlo dopo l’infortunio capitato proprio in Champions contro il Dortmund è stato fondamentale poiché lui è la luce della Juventus. La presenza di Vidal e Marchisio sulla mezzala è stata una delle chiavi della partita poiché il “guerrero” cileno allo Stadium ha offerto una delle prestazioni migliori dell’intera stagione. Ha corso per tutti i 93 minuti di gara come un forsennato mordendo le caviglie dei Kondogbia, dei Ferreira Carrasco, dei Dirar e dei Martial di turno cercando di farsi trovare sempre pronto anche in fase di costruzione e finalizzazione. Tanta bella sostanza per quell’Arturo che da tante giornate si era dimenticato di fare il Vidal che tutti conoscono in una serata in cui gli stessi Tevez e Morata si sono prodigati nel mostrare più quantità (di movimento) che qualità. La solita insuperabile difesa poi ha fatto il resto, sia nello schieramento iniziale a quattro, sia quando poi è passata a tre con l’ingresso di Barzagli nel secondo tempo. Ecco, l’arma in più della Juve è proprio questo suo essere maggiormente squadra, quest’idea di unicum, di unità compatta che con l’andar del tempo è diventata. ora però bisogna sbancare Montecarlo.

(As)senza Toulalan. Nel Monaco al contrario ha pesato tantissimo l’assenza di un uomo di cervello e d’ordine come Toulalan. Il capitano, ex Malaga, Lione e Nantes, non ce l’ha fatta a riprendersi dall’infortunio procuratosi nel match di Ligue 1 col Caen e questo ha comportato l’inserimento di Fabinho schierato davanti alla difesa in un ruolo non propriamente suo e, soprattutto, l’arretramento del raggio d’azione di João Moutinho che di solito opera con grande profitto sulla trequarti, illuminando la dinamicità delle punte. La squadra di Jardim ha gamba ed è maestra nelle ripartenze veloce sfruttando la rapidità dei suoi cursori di fascia Carrasco e Dirar e le accelerazioni micidiali di Martial contro le quali la Juventus ha faticato non poco a prendere le contromisure. Il Monaco è molto più dinamico e duttile dello standard di squadre incontrate dai bianconeri, il punto debole è la scarsa compattezza tra i reparti, ma questo molto è dipeso dall’assenza di Toulalan che invece è un giocatore chiave nel lavoro di cementificazione delle linee. La forma fisica e la condizione atletica, oltreché mentale, saranno fattori decisivi al Louis II.