Non è chiaro come e quanto abbia influito il capriccio degli dei del calcio, che forse hanno stabilito che dopo due anni sul tetto d’Europa per quanto riguarda la seconda competizione internazionale per club dell’Uefa fosse opportuno non far sparire il Siviglia dall’Europa League, fatto sta che agli spagnoli è stata concessa una nuova chance per fare il triplete, al Saint-Jakob Park di Basilea, e a concedergliela è stata nella maniera più inopinata la Juventus, ovvero la squadra dal ruolino di marcia di uno schiacciasassi, almeno nell’ultimo periodo.

Con la vittoria in parallelo del Manchester City all’Etihad Stadium contro il Borussia Mönchengladbach, ora i bianconeri hanno un biglietto di seconda classe per la Champions, con tutti i rischi di deragliamento del caso per quanto riguarda gli ottavi di finale. Già, perché al Sanchez-Pizjuan la Juventus, nonostante un fioccare di occasioni non sono riusciti a portare a casa un risultato molto a portata di mano, regalando letteralmente al Siviglia una vittoria non propriamente meritata. Stranezze del calcio e una Juve che in modo del tutto anomalo si trovava in vena di regali. Probabilmente anche il periodo natalizio incide.

Perde una ghiotta occasione di rifarsi anche Morata, che tornava titolare “approfittando” di un attacco influenzale di Mandzukic e che si è mangiato l’impossibile, anche a causa di un Sergio Rico in odore di miracoli (tanto per ribadire il periodo). E tanti. L’area difesa dagli iberici è stata sotto assedio per buona parte della gara ma la Juventus, rismarrendo per una notte quel cinismo da grande squadra appena ritrovato, non riesce a infilare la porta stregata del talentuoso 22enne numero uno del Siviglia.

Per contro, la Juve si lascia trafiggere dal più classico dei gol dell’ex, con Llorente che sfrutta tutta la sua altezza su calcio d’angolo svettando sulle teste di tutti e piazzandola alle spalle di Buffon, un altro “big number one” che in quanto a interventi pazzeschi non è stato certo secondo allo spagnolo. Ha poco dunque da rimproverarsi la squadra di Allegri alla quale è mancato davvero solo quel pizzico di cattiveria in più che dovrà assolutamente metterci quando l’asticella qualitativa col prosieguo della Champions inevitabilmente si solleverà.