Pari davvero inenarrabile il 4-4 maturato alla BayArena tra Bayer Leverkusen e Roma nel terzo turno della fase a gironi di Champions League al culmine di un match che sembrava non dovesse trovare mai una fine, ricco di gol, occasioni, e sfaccettature. Definirla partita dai due volti non renderebbe proprio l’idea perché di (ris)volti nel contesto del match ce ne sono stati davvero parecchi con i padroni di casa che approfittano di un proficuo doppio vantaggio nei primi 20 minuti di gioco e la Roma che reagisce da grande squadra recuperando il divario e ribaltando a suo favore il doppio vantaggio per poi farsi raggiungere sul finale.

Ora diventa decisiva la sfida dell’Olimpico contro i tedeschi perché i giallorossi sono ultimi nel Gruppo E a 2 punti dietro il Bate Borisov, sconfitto dal Barcellona sempre più solitario in classifica, e il Bayer comincia a rappresentare un serio problema in chiave qualificazione. Dopo un inizio piuttosto sonnolento da parte della Roma a Leverkusen, la squadra allenata da Schmidt trova il modo di “aspirinizzare” con il suo gegenpressing e grazie al sempre micidiale Chicharito Hernandez l’undici capitolino sfortunato nell’episodio del rigore (provocato dal mani in area di Torosidis) e distratto nel malfunzionamento del meccanismo del fuorigioco.

Poi la Roma reagisce velocizzando la manovra, sfruttando dunque un centrocampo qualitativamente superiore a quello dei tedeschi anche in virtù di un gigantesco De Rossi che, galvanizzato dal gol con l’Empoli in campionato, ne mette a segno altri due alla BayArena. A quel punto, il vistoso calo di concentrazione nel gioco tedesco paga dazio a una Roma ormai salita in cattedra che grazie al solito Pjanic su punizione e alle folate di Gervinho in ripartenza (suo l’assist per Iago Falque in occasione della quarta rete) allunga di due misure sugli avversari.

Altro scenario ancora quello dipinto nei dieci minuti finali con la Roma di nuovo vittima di una preoccupante distrazione fatale prima sull’eurogol dello sloveno Kampl, sul quale nulla può l’intervento di Szczesny, e poi, in maniera decisamente più grave, su incursione di Wendell che da due passi inventa l’assist decisivo per Mehmedi lasciato solo sotto porta. Ennesima occasione buttata al vento dalla Roma incredibilmente capace di disfare ciò che di buono riesce a costruire, avendo reagito ottimamente alla situazione di duplice svantaggio.