L’esito è quello atteso alla vigilia, vittoria del PSG, il punteggio forse no. Il 2-1 con cui i pluricampioni di Francia hanno battuto il Chelsea al Parco dei Principi, nel match di andata degli ottavi di Champions League, è un passo in avanti verso la qualificazione, ma tutt’altro che definitivo: i Blues sono ancora vivi, aggrappati con le unghie al gol di Mikel allo scadere del primo tempo e alle parate di Courtois, e quella volpe di Hiddink ha già dimostrato mille volte nella sua carriera di essere uno scoglio complicato da circumnavigare. Di Ibrahimovic al 39′ (punizione deviata) e Cavani al 78′, su illuminante assist dello svedese, le reti per la squadra di Blanc, che ne ha sfiorate molte altre, schiacciando l’avversario nella propria trequarti soprattutto nella ripresa, senza tuttavia riuscire a raccogliere quanto seminato.

Certo, considerando la sfida dello scorso anno, i parigini non possono che essere ottimisti. Negli ottavi di finale del 2015, infatti, il PSG andò a Stamford Bridge dopo aver pareggiato 1-1 la gara di andata, per poi trovarsi senza Ibrahimovic dopo mezzora, assurdamente espulso dal direttore di gara. Il Chelsea andò in vantaggio per due volte, ma per due volte il PSG rimontò grazie a David Luiz e Thiago Silva, eliminando il favoritissimo Mourinho. Quest’anno, insomma, la gita a Londra dovrebbe essere più semplice. Anche perché, come detto, a livello di gioco c’è stata davvero poca partita: Blanc ha dimostrato di essersi meritato il rinnovo fino al 2018, forgiando una squadra che gioca un calcio a due tocchi, avvolgente e sempre propositivo. Il Chelsea non ha potuto far altro che trincerarsi dietro il suo finto 4-2-3-1 e sperare in qualche invenzione singola di Diego Costa (che, in effetti, sullo 0-0 ha colpito una clamorosa traversa). E il piano di Hiddink stava anche per riuscire: ci ha dovuto pensare Cavani, entrato come una furia a 15′ dalla fine, a mettere tra le due squadre un gol di distanza. Tra tre settimane scopriremo se sarà stato abbastanza.

Equilibrio simile anche nell’altra sfida di serata, quella tra Benfica e Zenit. A spuntarla sono stati i lusitani grazie a una rete di Jonas al 1′ di recupero, sugli sviluppi di una punizione causata ingenuamente da Mimmo Criscito, che nell’occasione ha anche rimediato il secondo giallo. Espulsione ingiusta forse, visto che il fallo del terzino napoletano non era nemmeno così evidente, ma comunque decisiva al fini del risultato. La gara è stata tutt’altro che spettacolare, con il Benfica che ha provato a dettare il ritmo ma si è rivelata troppo compassata nella manovra, mentre lo Zenit, alla sua prima partita dopo la lunga pausa invernale (2 mesi), si è limitato a gestire, finché le energie glielo hanno permesso. Nel finale di gara la supremazia territoriale di Gaitan e compagni è diventata sempre più pressante, fino al colpo di testa di Jonas che ha deciso il match.