Oltre alla conclusione delle varie leghe europee, ci si avvia anche verso l’atto finale della Champions League con i quattro club impegnati nella competizione più prestigiosa dell’Uefa intenti e concentrati sulla duplice sfida di semifinale. Nella serata del 26 aprile di Champions è toccato per primo andare in scena al Manchester City e al Real Madrid che senza le loro stelle di primaria grandezza, rispettivamente Yaya Touré e Cristiano Ronaldo, entrambi fuori dai giochi per infortunio, hanno comunque cercato di tener vivo l’interesse in un match che però senza tali protagonisti è culminato sullo 0-0.

L’impressione più netta è stata quella di un ManCity insolitamente timoroso sebbene si trovasse di fronte al pubblico amico del White Hart Lane. L’obiettivo principale da parte dell’ex “blanco” Manuel Pellegrini era quello di non subire reti casalinghe, per poi non dover essere costretti a rimontare in uno stadio praticamente inespugnabile come il Bernabeu al ritorno. Lo stesso tecnico cileno ha ammesso a fine partita: “Non sono felice perché avremmo voluto vincere e qualche occasione l’abbiamo avuta: ma se non si può vincere questo è il miglior risultato. Con l’infortunio di David Silva abbiamo perso un po’ di creatività. Tutta la squadra deve attaccare meglio, non solo Aguero: la gara è stata buona dal punto di vista difensivo, meno buona davanti“.

L’assenza del grande centrocampista ivoriano, unita a quella di Silva, ha indubbiamente tolto incisività e mordente alla squadra di casa che si è affidata a qualche sporadico guizzo del Kun Aguero, per il resto grande difficoltà in difesa nel contenere le sfuriate di Bale e compagni e molta imprecisione sia in fase di costruzione che di finalizzazione. Anche il Real senza il suo gioiello CR7 ha fatto molta difficoltà in fase realizzativa. I Galacticos hanno creato sicuramente più gioco, controllando maggiormente palla e territorio anche grazie a tre giganti del centrocampo come Modric, Kroos e Casemiro, ma l’imprecisione ha regnato sovrana anche nelle fila delle merengues, così che le tante occasioni generate si sono risolte in un nulla di fatto. Molta generosità ma poca concretezza. A Madrid sarà decisamente tutt’altra partita, anche perché torneranno a splendere le stelle di Touré e Ronaldo.