Con PSG-City e Wolfsburg-Real Madrid si sono chiuse le gare di andata dei quarti di finale di Champions League, e la sensazione diffusa, almeno da questa parte delle Alpi, è che a Monaco la Juventus abbia perso un’occasione forse irripetibile. Equilibrio, erroracci e livello generale più modesto delle aspettative: ecco ciò che si è visto nelle quattro partite di martedì e mercoledì, in cui perfino le supercorazzate Barcellona e Bayern Monaco sono parse decisamente più abbordabili di quanto non dica la loro (meritatissima) fama. Ma se alla fine catalani e bavaresi, pur faticando oltremodo, sono riusciti a strappare una preziosa vittoria casalinga, le due principali contendenti, PSG e Real Madrid, dovranno affrontare il match di ritorno in condizioni molto meno favorevoli, dopo il 2-2 contro il City e l’incredibile crollo delle merengues a Wolfsburg (2-0).

A Parigi, in particolare, la sfida tra sceicchi è stata la sagra dello svarione. Per dire, già dopo 12” Aguero prende d’infilata la difesa di Blanc e costringe David Luiz al fallo che gli costa giallo e squalifica. Il brasiliano è, come al solito, più efficace dall’altra parte del campo ed è lui a procurarsi il rigore del possibile vantaggio parigino, ma dal dischetto Ibra si fa ipnotizzare da Hart ed è qui che si capisce che la serata proseguirà sotto questa stella. Dopo un altro gol divorato dallo svedese, al 37′ la squadra di Pellegrini passa in vantaggio: Fernandinho ruba palla a Rabiot, David Luiz si dimentica di marcare De Bruyne, che riceve palla dal compagno e scarica di destro alle spalle di Trapp. Ma la gioia dura poco, perché 3′ Fernando si addormenta su un rinvio dal fondo di Hart, Zlatan va a contrasto col suo piedone, rimpallo e pallone che rotola in porta: roba da prima categoria, non da Champions League. Nella ripresa il PSG completa la rimonta con Rabiot, che ribatte in porta dopo una gran parata di Hart su colpo di testa di Cavani, ma a 20′ dal termine il City pesca il definitivo 2-2, ancora una volta, manco a dirlo, grazie a una topica della difesa avversaria: Sagna crossa dal fondo, Aurier e Thiago Silva si disturbano a vicenda, irrompe Fernandinho che imita Ibrahimovic, trovando il fondo della rete con una strana carambola. Tutto ancora in bilico, ma a questo punto sono i Citizens a essere favoriti.

Al sabato espugni il Camp Nou al cospetto del Barcellona dei record, al mercoledì prendi due sberle in casa dell’ottava in classifica in Bundesliga e in crisi nera (nonché evidentemente la più debole delle otto rimaste in Champions League) e rischi seriamente di aver compromesso anche l’unico obiettivo rimasto. Ecco a voi il Real Madrid di Zidane, che in quel di Wolfsburg gioca una partita orrenda, becca due gol nel giro di 25′ e nei restanti 75′ non si rende quasi mai pericoloso, nonostante un potenziale di fuoco inferiore solo a quello a disposizione di Luis Enrique. Ironia della sorte, è proprio Casemiro, uno dei segreti del trionfo del Camp Nou, a commettere il fallo su Schurrle che costringe l’arbitro Rocchi a fischiare il calcio di rigore. Ricardo Rodriguez è gelido e fa 1-0, e Keylor Navas torna a subire gol in Europa dopo 738 minuti (18′). I blancos non ci sono e 7′ cadono di nuovo, questa volta per mano di Arnold, bravo ad anticipare un letargico Sergio Ramos e a deviare in porta un cross teso dalla destra. Anche nella ripresa i lupi si difendono senza quasi mai soffrire, rendendosi pericolosissimi in contropiede: Schurrle e Kruse sfiorano il 3-0 in un paio di occasioni e alla fine Zidane deve ritenersi quasi soddisfatto di non aver dilapidato tutte le chance di passaggio del turno. Al Bernabeu l’impresa è possibile, a patto di ammirare il Real Madrid di Barcellona.