Incomincia col piede giusto l’avventura della Lazio in Champions League, o per meglio specificare nella fase preliminare degli spareggi che poi delineeranno le 10 squadre che aggiungendosi alle 22 già qualificate di diritto andranno a costituire la successiva fase a gironi vera e propria della competizione. l’1-0 dell’Olimpico ottenuto contro una compagine davvero ostica come il Bayer Leverkusen, quarta nella scorsa Bundesliga capace di contendere fino all’ultimo il terzo posto al sorprendente Borussia Mönchengladbach, è un risultato che soddisfa le due premesse fondamentali in questo genere di competizione: non prendere gol in casa e, possibilmente, segnarne almeno uno. Viatico importante dunque per presentarsi alla BayArena la prossima settimana con più serenità.

Anche se “più serenità” non significa certo dormire sogni tranquilli poiché l’1-0 maturato grazie alla rete di Keita al 76′ è sì risultato importante ma che la Lazio si troverà a difendere con la baionetta tra i denti, un po’ come ha già fatto ieri in un match all’arma bianca dai contenuti agonistici di grande intensità nel quale abbiamo ritrovato una squadra ancora in difficoltà in fase di costruzione della manovra, quella cioè di una pre-season tutt’altro che brillante e convincente e che ha purtroppo messo in evidenza una certa discontinuità con la splendida Lazio vista in campionato.

Occorre anche rilevare che però col Leverkusen non si è trattato certo di amichevole estiva e dunque l’ottica non può più essere quella dei rodaggi, degli esperimenti e delle varianti. Il test è già probante per una stagione che di fatto è iniziata e il club tedesco funge in questo senso da prima “sveglia” per un gruppo che deve da subito scrollarsi di dosso l’intorpidimento estivo. Le “Aspirine” d’altronde, avendo iniziato prima il campionato, è leggermente più avanti con la preparazione e il campo ha mostrato infatti una compagine molto reattiva e veloce. La Lazio ha in sostanza faticato ad arginarne le offensive, e le verticalizzazioni e gli affondi, soprattutto da parte di Bellarabi, si sono fatti sentire. Buon lavoro però quello effettuato dalla linea difensiva con un De Vrij tornato ai suoi livelli e un plauso doveroso a Pioli che ha saputo tenere salde le redini tattiche di un match complicato.

Un po’ di confusione a centrocampo, nel quale Biglia ha dovuto sudare tanto nelle due fasi per tenere serrati i ranghi, ha trovato un corrispettivo anche nel gioco dell’undici di Schmidt, mai fluido e continuo. Una segmentazione del gioco che poi ha inevitabilmente influenzato la fase offensiva, farraginosa e spesso inconcludente anche a causa dell’ottimo lavoro difensivo di entrambe le squadre. Decisiva dunque la fuga di Keita (subentrato a Klose, vittima purtroppo di un serio infortunio) a un quarto d’ora dalla fine, nel momento migliore del Leverkusen che si era reso pericoloso in varie occasioni, soprattutto con i piazzati di Çhalanoglu (insidioso da qualsiasi posizione calci), una volata al culmine della quale ha trafitto Leno con un diagonale che con goniometrica precisione ha lambito il palo, bruciando il giovanissimo Tah in marcatura.