Una delle grandi regole implicite che governano i meccanismi dell’empatia, sportiva o meno, è la seguente: si tifa sempre per i più deboli. Gli indiani fanno più simpatia dei cowboy, a meno che tu non sia un cowboy, e anche se non è detto che il più debole sia anche il più buono, di sicuro si guadagna più facilmente il supporto del pubblico neutrale.

Basti guardare al fenomeno-Leicester, volato verso un miracoloso titolo in Premier League sulle ali di un entusiasmo globale, nient’affatto limitato alla sola città delle East Midlands. O all’Islanda, che nel corso di Euro 2016 è diventata la nazionale per la quale hanno fatto il tifo tutti (tranne gli inglesi, per ovvie ragioni). E chissà che non diventi il caso anche del Lincoln Red Imps, misconosciuta Cenerentola di Gibilterra che martedì scorso, nell’andata del secondo turno preliminare della Champions League 2016/17, ha sconfitto una nobile, seppur decaduta, come il Celtic Glasgow.

All’ombra della poderosa Rocca, l’eroe di giornata è stato Lee Casciaro, chiare origini italiane e di professione poliziotto, che grazie alla sua rete ha firmato la storica impresa di una squadra composta per metà da dilettanti. Peraltro, non era il primo dispiacere che dava agli scozzesi: sua, infatti, la rete nel 6-1 con cui la Scozia ha battuto Gibilterra nel marzo del 2015, la prima mai segnata dalla nazionale del minuscolo territorio d’Oltremare britannico. E per Brendan Rodgers, all’esordio sulla panchina dei biancoverdi, non poteva esserci biglietto da visita più imbarazzante.

Va detto che, se il calcio ha ancora delle dinamiche riconoscibili, con ogni probabilità non c’è alcun Leicester-bis all’orizzonte in questa Champions League, e se c’è non si chiama Lincoln, visto che l’1-0 di martedì non sarà sufficiente al Lincoln per passare il turno: la differenza tecnica tra le due squadre resta abissale. E ciononostante, anche un eventuale punteggio tennistico a Glasgow, nella gara di ritorno, non cambierà di una virgola la sostanza la natura dell’impresa compiuta da Casciaro e compagni, che viceversa costituirà una macchia sulla carriera in picchiata di Brendan Rodgers. Macchia che, considerando il trattamento ricevuto dalla stampa inglese all’indomani del rovescio di Gibilterra, sbiadirà molto, molto lentamente.

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