La Champions League diventa sempre più ricca, il divario tra i top club e la borghesia calcistica europea rischia di diventare invalicabile. Quest’oggi a Stoccolma è stato firmato il nuovo accordo tra UEFA ed ECA, l’associazione che rappresenta i club calcistici più importanti d’Europa, che ridisegna il nuovo scenario di premi e bonus che le società riceveranno dall’UEFA per il prossimo triennio di coppe europee. Un’autentica cascata di denaro sonante, derivata dal formidabile aumento dei ricavi conosciuto negli ultimi anni, si appresta dunque a finire nelle tasche dei club. Ma solo di alcuni.

Ricavi Champions League

I ricavi derivati dalle coppe europee aumenteranno del 32%: 1,6 miliardi di euro in più, dei quali 1,2 destinati alla Champions League e poco meno di 400 milioni all’Europa League, che vedrà così aumentare del 64% i propri incassi, tanto per assicurarsi “che tutti i partecipanti possano beneficiare in proporzione della crescita continua di questi tornei“, usando le parole dell’ECA. In sostanza, si proverà a fare in modo che l’aumento degli incassi non vada a premiare solo i club di vertice, fossilizzando così le posizioni di forza esistenti.

Sarà, ma al momento l’unica verità è che la massima competizione europea sta diventando sempre più una miniera d’oro, ovviamente solo per chi vi partecipa. I premi relativi alla Champions League passano da 34,4 milioni di euro a 53 milioni di euro per i prossimi tre anni. Il bonus per la partecipazione ai gironi passa da 8,6 a 12 milioni di euro; la qualificazione agli ottavi vale 4,5 milioni e non più 3, i quarti valgono 5,5 milioni (contro 3,5 di prima), le semifinali 6 milioni (contro 3,9), l’accesso alla finale vale 7 milioni (contro 4,9), mentre al vincitore spettano 15 milioni contro 10,5.

In altre parole: i club ricchi diventeranno sempre più ricchi; chi resta fuori dal gran ballo nei prossimi tre anni, invece, rischia di esserne tagliato fuori anche per quelli successivi, e chissà per quanto tempo ancora.

Rimborsi Europei

E’ da Euro 2008 che i club vengono rimborsati per concedere i propri giocatori alle nazionali, grazie alla redistribuzione di parte dei ricavi. Il trend è sempre stato positivo – dai 43 milioni di Austria-Svizzera ai 150 milioni previsti per Francia 2016 – e ora lo diventerà ancora di più: la nuova intesa, infatti, prevede che a partire da Euro 2020 l’8% dei ricavi sarà a disposizione dei club, con un minimo garantito di 200 milioni di euro. Anche la FIFA, peraltro, ha deciso di aumentare la propria quota di partecipazione destinata ai club: dai 40 milioni di Sudafrica 2010 si passerà ai 209 milioni di Russia 2018 e Qatar 2022, cosa che presumibilmente permetterà alle società di ingoiare più facilmente la pillola amara del Mondiale invernale.