E alla fine qualificazione fu, ma quanta sofferenza. Obiettivo ottavi di finale centrato per la Roma che ha comunque faticato più del dovuto in questo girone di qualificazione della Champions League e contro il Bate Borisov all’Olimpico non riesce ad andare oltre lo 0-0, confermando un po’ i limiti dell’andata in Bielorussia quando per una sciagurata e prolungata fase di deconcentrazione i giallorossi erano usciti sconfitti dalla Borisov Arena per 3-2. Un pari che comunque basta alla Roma per accedere sul fil di lama alla fase a eliminazione diretta in virtù del riusltato parallelo di Leverkusen dove il Barcellona, già qualificatosi al primo posto del Gruppo E, ha frenato il Bayer sull’1-1.

Non che la Roma non ce l’abbia messa tutta per portare a casa i tre punti ma, a conti fatti, il gol metaforicamente più importante della serata, quello che invece concretamente non è stato realizzato, lo ha messo a segno Szczesny con una parata che ha avuto davvero del miracoloso, quando su una palla deliziosa messa al centro da Valadzko, Gordeichuk raccoglie e a botta sicura spara sui guantoni del portierone polacco. L’occasione più nitida dell’intero match. Cosa che non può non far riflettere.

Segnale ulteriore di una preoccupazione – per non dire fobia – che si trascina da qualche tempo a questa parte e che sta evidentemente creando ostacoli alla potenza di fuoco dell’offensiva giallorossa. Certo, la Roma nelle ultime giornate, senza Gervinho e Salah (ancora convalescente, e si vede), si è ritrovata con l’essere senza dubbio spuntata, ma un club come quello capitolino ha fatto investimenti importanti proprio per sopperire ad eventuali indigenze, visti i tanti impegni multitasking di stagione. Purtroppo però Iago Falque e Iturbe stanno funzionando pochino e Dzeko non riesce ad accollarsi tutto il peso dell’attacco.

La differenza in certi casi dovrebbe farla il centrocampo di qualità della Roma, e questo non sempre avviene, specialmente quando anche i terzini non riescono sempre nell’intento di conferire spinta alla manovra. E il Bate Borisov non è comunque andato all’Olimpico per fare presenza. Anzi, la squadra allenata da Ermakovic ha disputato una gara tatticamente intelligente e difensivamente quasi impeccabile, affidandosi alla grande velocità delle ripartenze. E per poco ai Bielorussi non è riuscito il colpaccio. Ora c’è tempo e ossigeno – forse – per Garcia per resettare qualche difetto di troppo e ripartire con molta più convinzione a gennaio, augurandosi un sorteggio non disumano.