Prima di lui c’era stato Silvio Berlusconi, il capostipite; poi i Cecchi Gori, che acquistarono la Fiorentina nel 1990; infine Aurelio De Laurentiis, proprietario del Napoli dal settembre del 2004. Ora è la volta di Massimo Ferrero (foto by InfoPhoto), l’imprenditore romano (e tifoso della Roma) che da oggi pomeriggio è diventato il nuovo proprietario della Sampdoria: il mondo del calcio si conferma un grande polo di attrazione per i magnati del cinema. Anche se forse il termine “magnate” non è totalmente appropriato, se messo in relazione con Ferrero, detto “Er Viperetta” per la sua personalità non facilmente inquadrabile.

Ferrero, una fortuna conquistata grazie all’esportazione di formaggi negli States, ha sempre avuto nel cinema la sua grande passione, partecipando a vario titolo alla produzione di commedie sexy all’italiana (tra le altre ricordiamo vari film di Tinto Brass come La Chiave, Miranda, Capriccio, Fermo Posta, Trasgredire) e a qualche film più impegnato, vedasi Tragedia di un uomo ridicolo di Bertolucci, Marco Polo di Montaldo e Mery per sempre di Risi; è inoltre il proprietario del circuito di cinema Safin, un complesso 11 sale dislocate nella capitale, rilevato dal fallimento di Cecchi Gori, e del circuito Mediaport. Uomo di sinistra, come ha dichiarato lui stesso, una ventina di anni fa ha ricevuto direttamente dal governo cubano l’incarico di progettare e realizzare L’ICAIC, l’istituto cubano dell’arte e dell’industria cinematografica. 

Fedele al suo personaggio, nella sua prima conferenza stampa Er Viperetta si è subito dichiarato fan di Aurelio De Laurentiis e tifoso della Sampdoria (“ma è una bugia”, ha ammesso candidamente), allietando la folla di giornalisti con il suo approccio comunicativo decisamente informale. Il mondo blucerchiato, per il momento, aspetta: che la Sampdoria fosse occultamente in vendita era cosa nota da tempo; che si sarebbe passati in un amen dallo stile minimalista dei Garrone al brio arruffone di questo curioso personaggio, ecco, questo era meno scontato. La speranza è che Ferrero assomigli davvero a chi dice di aver preso a modello (De Laurentiis) e non ad altri pittoreschi personaggi che di volta in volta sono apparsi nel nostro calcio, per poi andarsene lasciandosi dietro le macerie fumanti di un club.

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