L’imprenditore di origini albanesi, Pietro Doca, non è il nuovo presidente del Parma, squadra ancora di proprietà di Tommaso Ghirardi. Nuova puntata di una telenovela che non sembra avere ancora la parola fine. Doca, gioielliere di origini albanesi, era stato indicato come il nuovo presidente del club emiliano.

La smentita di Doca

Ma il diretto interessato, in una nota ufficiale, ha smentito tutto. Nessun accordo raggiunto per il passaggio di proprietà della società: “Considerato quanto emerso, preciso che il Parma calcio non è stato ufficialmente ceduto mediante atto notarile di compravendita e la proprietà è ancora del dottor Ghirardi. La trattativa di acquisizione – si legge – era in dirittura di arrivo, l’obbiettivo era giungere all’acquisizione del club emiliano laddove venissero verificate tutte le condizioni necessarie. Pertanto ad oggi non è stato raggiunto alcun accordo definitivo”.

Il Parma è nel caos

Rimane da capire cosa accadrà domani, giornata in cui, teoricamente, allo stadio Tardini di Parma era stata convocata una conferenza stampa per presentare la nuova dirigenza e la nuova proprietà della formazione ducale. Il club, intanto, si trincea dietro il silenzio: la squadra è ultima in classifica dopo 15 giornate di campionato, l’allenatore Roberto Donadoni e tutti i giocatori non riescono ad avere chiarezza e a ricevere notizie confortanti dal fronte dirigenziale. Cosa che, ovviamente, mina anche le prestazioni di una squadra che sembra già toccata oltremodo da questa situazione.
Pietro Doca, quindi, non è ancora presidente del Parma Calcio seconda la nota diramata a Piacenza, città dove l’imprenditore vive. Tommaso Ghirardi, a questo punto, è da considerare ancora come il riferimento numero uno del club ducale, che intanto ha ricevuto un punto di penalizzazione per il ritardato pagamento delle ritenute Irpef. Situazione molto kafkiana, visto che il sito ufficiale del Parma aveva annunciato l’approdo di Doca e che, in precedenza, c’era già stato un contatto telefonico con il sindaco di Parma Pizzarotti, il quale aveva confermato tutto.