Il tema della cessione Milan imperversa anche durante il tour elettorale di Silvio Berlusconi. Nessuna meraviglia, ovviamente, dal momento che gli intrecci tra calcio e politica sono parte indissolubile della trentennale storia del Milan berlusconiano. E nessuna sorpresa anche per ciò che riguarda la natura delle dichiarazioni che l’anziano leader ha reso quest’oggi ai giornalisti durante la tappa elettorale di Saronno. Due i concetti fondamentali espressi da Berlusconi: il Milan resta in vendita, ma ancora non è stato individuato il compratore giusto, con tanti saluti a Mr. Bee; non esiste una data di scadenza per concludere l’operazione, il che significa che con ogni probabilità,viste le tempistiche, il prossimo mercato rossonero non beneficerà dell’ingresso di nuovi capitali.

Ci sono diverse offerte, ma non ne posso parlare, è meglio che restino segrete. Come far conciliare le trattative per la società e il mercato? E’ un problema che stiamo cercando di risolvere, magari con qualche finanziamento immediato. Non c’è una data precisa per prendere questa decisione, bisogna muoversi con prudenza, perché sarà una scelta irreversibile. Alzare ancora le coppe? È un esercizio che mi piacerebbe fare. Mr Bee? Bisogna che ci sia qualcosa in più della ricerca di popolarità per comprare il Milan“.

Giochi ancora aperti, anzi apertissimi, ma forse non per Mr. Bee. Non sono piaciute né a Fininvest né a Silvio le sparate ultraottimistiche del broker thailandesi, e soprattutto non ha convinto la sua offerta. Le porte non sono chiuse del tutto, ma di certo tra Arcore e Segrate si aspettano meno chiacchiere e più fatti nelle prossime settimane; e comunque le piste che portano a Pechino continuano a piacere molto di più. Idee più chiare per quel che riguarda il futuro di Pippo Inzaghi. “Ha certamente un bellissimo rapporto con il gruppo. Abbiamo però avuto visioni diverse in alcune occasioni, abbiamo richiesto che giocassero i giovani, una richiesta rimasta inevasa. ma questo è un discorso che affronteremo al momento giusto“.

Chiunque abbia un minimo di memoria storica sa bene che certe frecciate, seppur non così velenose come alcune del passato (per dire: a Seedorf arrivò quasi a dare del demente), non sono state lanciate a caso. Inzaghi verrà giubilato a fine campionato: se, come pare certo, non ci saranno bisticci sulla risoluzione del contratto in scadenza nel 2016, allora alla bandiera ancelottiana verranno concessi gli onori che spettano ai suoi gloriosi trascorsi, e si farà finta di dimenticarsi del fallimento di questa stagione. Altrimenti, come per tanti altri prima di lui, sarà pronto il palco berlusconiano dedicato ai capri espiatori.