Emergono importanti dettagli sulla questione della cessione Milan. Il Sole 24 Ore ha rivelato di aver visionato e analizzato il dossier redatto dalla banca d’affari Lazard, a cui si è rivolta Fininvest per provare a trovare investitori in tutto il mondo, confermando (quasi) tutto quello che si era raccontato di recente. E’ vero: il club è sul mercato, o almeno parte di esso. E’ vero: sono pervenute almeno tre proposte sul tavolo di Berlusconi e una di queste è a firma Bee Taechaubol. E’ vero: tutto ruota attorno al progetto stadio. Ma c’è una grossa novità: contrariamente a quanto si è detto finora, Fininvest sarebbe disposta a cedere fino al 40% delle sue quote, e non il 25-30%.

Cessione Milan, i possibili nuovi soci

Il primo della lista è sempre lui, Bee Taechaubol. Come riporta il quotidiano finanziario, la proposta di Mr Bee è legata a doppio filo al suo tentativo di raccogliere sui mercati asiatici il capitale necessario a soddisfare le richieste dei Berlusconi: in altre parole, il manager thailandese non dispone ancora dei soldi (anche se avrebbe presentato una fideiussione del gestore di capitali Edmond de Rothschild) e non è certo che riuscirà effettivamente a recuperarli. In ogni caso, anche nella migliore delle ipotesi Mr Bee vorrebbe comunque inserire una clausola che gli consenta di acquisire il controllo del club nel giro di un paio di anni.

In prima fila ci sono anche i cinesi di Wanda Group. I neoproprietari di Infront, per la quale hanno appena versato 1,05 miliardi di euro, non hanno certo problemi di liquidità e il loro interesse nell’entrare nel calcio europeo è accertato anche dalla recente acquisizione del 20% dell’Atletico Madrid. Tuttavia, il gruppo di Wang Jianlin non sembra pienamente convinto del progetto dello stadio al Portello (troppo piccolo per i loro gusti, pare). Terzo incomodo, un gruppo americano non meglio precisato.

Due i punti di forza che vengono sottolineati nel dossier: il progetto stadio, appunto, e il valore del brand. Nonostante i recenti disastri, infatti, il Milan resta tra i primi 7-8 club con più tifosi al mondo e di gran lunga il più popolare tra quelli italiani. In Asia è il sesto club con più tifosi, e non è un caso che è da qui che provengono le manifestazioni d’interesse più accese. E due sono anche le principali criticità, una legata alla valutazione economica del Milan e una legata al suo controllo. Berlusconi valuta la sua creatura un miliardo di euro, cifra ritenuta eccessiva non solo dai potenziali compratori ma anche dagli analisti neutrali, che non si spingono oltre i 680-750 milioni di euro. Inoltre, vorrebbe continuare a mantenere il timone del vascello, cosa che difficilmente gli sarà concessa: chi porta capitali freschi vorrà decidere, se non ora entro breve tempo.