Mentre l’attesa per la firma sul preliminare si sta trasformando in una lenta agonia, i tifosi del Milan possono se non altro consolarsi con il diradarsi della nebbia attorno alle identità dei misteriosi investitori orientali. Secondo quanto riportato dall’autorevole portale finanziario Bloomberg, a capo della cordata cinese che sta trattando la cessione Milan con Fininvest ci sarebbe Sonny Wu, che on la sua GRS Capital, azienda operativa nel settore delle energie rinnovabili, sarebbe il principale investitore del consorzio. Insieme a lui c’è anche Steven Zheng, businessman con interessi nell’energia solare.

Cresciuto tra il Guandong, nella Cina meridionale, e il Canada, Wu è entrato in contatto con Fininvest quasi due anni fa, ma la trattativa si era interrotta dopo che sulla scena era apparso Mr. Bee, che ingolosì Silvio Berlusconi con la prospettiva di acquistare, ipervalutandola, la minoranza del club, lasciando il vecchio sultano in cabina di pilotaggio. Svanito il miraggio, Fininvest ha riallacciato i contatti con la GRS Capital, che nel frattempo aveva annunciato un piano di investimenti esteri di 5 miliardi di dollari. La firma sul preliminare, che ora prevede (su richiesta di Fininvest) la cessione del 100% delle quote e non più del 70-80%, è attesa entro la fine di questo mese.

Niente Baidu, insomma, e niente gruppo Evergrande al vertice della cordata, anche se non è esclusa la loro presenza tra gli investitori della cordata. Confermatissimo, invece, il ruolo di Nicholas Gancikoff: secondo il Wall Street Journal, il suo non si limiterà a essere soltanto un ruolo di advisor, e per lui è già pronto nel nuovo Milan un ruolo dirigenziale di primo piano. Se al posto o al fianco di Adriano Galliani, questo è ancora presto per stabilirlo. In compenso, da più parti vengono confermate le voci secondo cui non verranno stanziati più di una ventina di milioni per il calciomercato: se si vorrà consegnare a Montella un gruppo sufficientemente attrezzato, bisognerà passare da qualche cessione illustre, a cominciare da quella di Carlos Bacca.