Cessione Milan: stavolta qualcosa si è mosso sul serio. Secondo quanto riportato da Sky e da tutta la stampa nazionale, per una volta compatta verso un’unica direzione, giovedì sera ad Arcore sarebbe stato firmato un memorandum di intesa tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol, il broker thailandese di cui si era iniziato a parlare tra dicembre e gennaio, per la cessione del 30% delle quote del club rossonero. La cifra che finirà nelle tasche di Fininvest è pari a 250 milioni di euro, per una valutazione complessiva del Milan di circa 840 milioni di euro, all’incirca corrispondente a quella resa da Forbes, anche se inferiore ai desiderata berlusconiani (1 miliardo di euro). Si parla di un impegno ufficiale, non ancora definitivo ma poco ci manca: entro la fine di maggio Fininvest può ancora fare retromarcia, ma dovrà a quel punto versare una penale pari al 10% del valore complessivo dell’affare, ovvero 25 milioni.

La presenza di questa clausola di recompra, per così dire, suggerisce un solo scenario possibile: impensabile che Fininvest ci ripensi solo per il gusto di ripensarci e rimetterci 25 milioni di euro; è chiaro che una marcia indietro con Mr Bee si spiegherebbe soltanto con la presenza di un’offerta ancora più vantaggiosa. In altre parole: se non saranno i thailandesi sarà qualcun altro, probabilmente sempre dal Lontano Oriente, ma i tempi di Fininvest come socio al 99,99% sono ormai agli sgoccioli. A spingere verso la felice conclusione della trattativa – per ora solo allo stadio preliminare, è bene ricordarlo – intervengono anche i no comment diplomatici della holding della famiglia Berlusconi e di Adriano Galliani: in altri tempi, come sappiamo bene, sarebbero fioccate le smentite categoriche.

La prossima fase sarà quella più delicata in assoluto: la due diligence, l’analisi dei conti. I futuri soci, insomma, si faranno le pulci a vicenda per controllare che sia tutto in ordine. Se tutto andrà bene, il passaggio di consegne avverrà all’inizio dell’estate, giusto in tempo per consentire al Milan di programmare la nuova stagione. A proposito: almeno per il momento, non cambieranno i vertici aziendali. Barbara Berlusconi resterà al suo posto e anche Adriano Galliani non dovrebbe essere toccato. Naturalmente, parliamo della fase di interregno: l’accordo prevede che i nuovi azionisti possano acquisire il pacchetto di maggioranza del Milan entro massimo 4-5 anni. E a quel punto non ci saranno legami familiari o di amicizia a garantire il posto agli attuali inquilini di Casa Milan.