Proseguono i lavori in casa Milan per la cessione del club. Come riporta l’edizione odierna del Corriere della Sera, è atteso per quest’oggi a Milano uno dei più autorevoli candidati alla successione al trono di Silvio Berlusconi: Bee Tauchaubol, ormai per le cronache Mr. Bee, incontrerà questa sera il presidente rossonero. Un meeting importante, fissato in un momento per nulla casuale. La due diligence, ovvero l’analisi incrociata dei conti, è a un passo dalla conclusione e le sensazioni sono positive. Talmente positive che, sempre secondo il quotidiano milanese, la cordata thailandese capeggiata da Mr. Bee sarebbe pronta a rivedere al rialzo la propria offerta, mettendo sul piatto ben 500 milioni di euro per il pacchetto di maggioranza del club: si parla di una quota attorno al 60%, da cui risulterebbe una valutazione complessiva dell’AC Milan attorno agli 840 milioni di euro, circa un centinaio di milioni in più di quanto previsto dalle principali riviste finanziarie.

Cessione Milan

Un controsorpasso, da parte di Mr. Bee, dopo che la scorsa settimana si era registrato l’affondo da parte del principale contendente, la cordata cinese guidata da Richard Lee, businessman di Hong Kong che può vantare legami solidi e duraturi con l’industria italiana, in particolare in qualità di rivenditore ufficiale di Ferrari e Maserati. Peraltro, le similitudini tra i due competitor non si esauriscono con l’origine geografica: sia Mr. Bee che Mr. Lee, infatti, sono la punta dell’iceberg di un’operazione finanziaria imponente, foraggiata da investitori non ancora usciti allo scoperto, o almeno non del tutto. Entrambe le cordate, inoltre, avrebbero preteso di inserire loro uomini di fiducia all’interno dell’organigramma del Milan. E se Barbara Berlusconi dovrebbe riuscire a mantenere entrambi i piedi dentro Casa Milan, almeno per ciò che riguarda il progetto stadio (anche in questo caso, sono attese novità entro la fine del mese) e l’area marketing, chi rischia seriamente il posto è Adriano Galliani. Non è nemmeno il caso di parlare di resa dei conti, dopo due annate fallimentari a dir poco: è prassi che una nuova proprietà voglia scegliere da sé i propri dirigenti. E, perlomeno per la parte sportiva, il nome forte, fortissimo, è sempre quello di Paolo Maldini, che avrebbe dalla sua anche un’immagine potente ed estremamente popolare anche in Asia.

Tutto in alto mare, com’è logico che sia, il discorso relativo all’allenatore. Anche se la cessione del club dovesse completarsi a breve giro di posta, le tempistiche per imbastire e attuare un piano tecnico di rilancio sarebbero comunque ridottissime. Al momento, dunque, l’ipotesi più probabile è che si punti su un allenatore di esperienza, ma non di grande impatto. Che potrebbe essere ancora Filippo Inzaghi, in caso di rendimento miracoloso nelle ultime giornate di campionato, con qualificazione alla prossima Europa League annessa. Niente Conte, Klopp o Ancelotti, insomma, mentre restano in quota Sinisa Mihajlovic e Maurizio Sarri.