La svolta per la cessione del 48% del pacchetto azionario del Milan potrebbe essere ad una svolta, ma per uno scenario che nessuno avrebbe mai immaginato: Bee Taechaubol potrebbe averci ripensato, tanto che domani non sarà in Italia per il giorno del famigerato closing, ovvero della conclusione dell’affare con tanto di firma sui documenti ufficiali e assegno da 485 milioni di euro da staccare.

Dunque, c’è qualcosa che non va nella storia riguardante la cessione Milan: i dubbi, sempre più crescenti, attorno al gruppo che fa capo a Bee Taechaubol sembrano non placarsi, nonostante i sei mesi di trattavica con Berlusconi e l’ammontare economico ingente.

Lo scorso 1 agosto, nel vertice di Villa Certosa in Sardegna, le parti raggiunsero l’ormai famoso accordo preliminare che escludeva il pagamento di penali e caparre nel caso l’affare fosse saltato. E sempre in quel giorno era stato stabilito nel 30 settembre la chiusura ufficiale dell’accordo, il closing.

Ora, invece, Mr Bee pare intenzionato a chiedere ancora tempo, una proroga fino a metà ottobre se non oltre: il quinto rinvio, Berlusconi inizia ad essere agitato e nervoso. Per ora rimane una fitta nebulosa sulla situazione attuale e, dagli ambienti vicini ad Arcore, fanno sapere che Bee potrebbe addirittura ritirarsi.

Fininvest non ha ancora cancellato l’appuntamento di domani con Mr Bee dall’agenda, ma anche qualora dovesse arrivare, sarà per chiedere un’ulteriore proroga. Di chiusura dell’affare non si parla di sicuro, anche perché pare che Mr Bee non abbia ancora trovato tutto il denaro necessario.