Qual è l’unico modo per digerire la nauseabonda pietanza rappresentata da questo biennio rossonero? Sperare che dall’ormai sicura cessione Milan possa nascere un secondo Rinascimento milanista, in grado di riportare cultura e bellezza in quella che una volta era una delle grandi città globali del calcio mondiale. Sperare che tutti i Napoli-Milan e Torino-Milan e Milan-Atalanta di questa stagione finiscano per dissolversi al primo battito di ciglia del mattino, come incubi senza peso nella vita reale. Sperare che dalla carcassa del leone possa nascere il miele, come nell’antico indovinello di Sansone. Confortante, in questo senso, le parole pronunciate dall’accoppiata Mr. B-Mr. Bee, ancora incerti sulla formula della loro cooperazione ma in totale sintonia sulle finalità: riportare il Milan ai fasti di un tempo.

Da molte parti si racconta di una cifra già stanziata per il restauro in grande stile di questa maestosa reggia diroccata: 80-100 milioni di euro pronti per irrorare le esangui casse milaniste (bilancio 2014 chiuso con un passivo di 90 milioni di euro) e per muoversi con decisione sul mercato. Numeri da prendere con le pinze, ovviamente, sia perché l’ingresso dei nuovi investitori non è stato ancora definito, sia perché le regole dei fair play finanziario impedirebbero di immettere denaro fresco come se nulla fosse – in linea teorica, certo, sappiamo bene come i club inturbantati, PSG e City su tutti, abbiano trovato modi fantasiosi (leggasi: mega autosponsorizzazioni) per scavallare il problema. Ma la presenza del fondo Doyen Sports di Nelio Lucas nel pool di Bee Taechaubol consente di fare qualche proiezione verosimile.

Innanzitutto, l’allenatore. Pippo Inzaghi, lo sanno anche le pietre, non verrà confermato sulla panchina rossonera nemmeno se fosse l’ultimo tecnico sulla Terra (a quel punto, Silvio proverebbe a coronare il suo sogno di allenare lui il Milan). Quel che è certo è che verrà eletto un manager esperto: basta esperimenti kamikaze alla Seedorf o alla Inzaghi. Il sogno è Carlo Ancelotti, ma dipenderà tutto dalla volontà di Florentino Perez; idem per Antonio Conte, che dovrebbe liberarsi dalla nazionale, cosa non esattamente facile. Il piano B è rappresentato da Luciano Spalletti, vecchio pallino di Galliani, ma l’impressione è che sia davvero una seconda scelta. Sono in netta risalita le quotazioni di due tecnici baschi. Il primo è Unai Emery, probabilmente il miglior tecnico emergente d’Europa, che con il suo Siviglia aggressivo e magnificamente organizzato ha incantato tutti, a cominciare da Arrigo Sacchi (e sappiamo quanto conti il parere dell’Arrighe in quel di Arcore). Il secondo è Julen Lopetegui, protagonista di un’ottima annata al Porto e anche lui legato al fondo Doyen. Piace anche Jorge Jesus del Benfica.

Dicevamo del fondo Doyen Sports, che controlla tanti giocatori. Il primo della lista è Radamel Falcao, che andrà via da Manchester: possibile che il Monaco lo giri in prestito al Milan. Discorso simile anche per il terzino argentino Rojo, sempre in forza allo United tramite Nelio Lucas e sempre passibile di cambio di maglia. Altri possibili nomi sulla lista Doyen: il bravissimo Brahimi del Porto, Dusan Tadic del Southampton e soprattutto Geoffrey Kondogbia, mediano del Monaco. Infinel la grande suggestione: il ritorno di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, secondo il Corriere della Sera, si sarebbe già proposto ad Adriano Galliani, anche se resta l’ovvio scoglio del suo gigantesco ingaggio.