Ci sono stagioni che finiscono in largo anticipo, magari a inizio primavera, quando i giochi iniziano a farsi interessanti, o addirittura in autunno-inverno, segno che durante la campagna-acquisti non si è capito nulla. E poi, come rare aberrazioni, ci sono stagioni abortite in partenza, che non iniziano nemmeno: e questo rischia seriamente di essere il caso del Milan 2016-17.

Ieri, 26 luglio, a cinque giorni da una firma sul preliminare di cessione Milan che sarebbe dovuta arrivare un mese e mezzo fa, Fininvest è stata informata dalla controparte cinese che serviranno altre due settimane come minimo, ma è più facile che siano almeno tre. Il nuovo intoppo è rappresentato dall’autorizzazione, che ancora non c’è, da parte del governo di Pechino per il movimento dei fondi fuori dalla Cina. Semplice burocrazia, si dirà. Ma il tempo stringe come un cappio al collo.

Già, perché nel caso interessasse a qualcuno, tra vecchi e nuovi proprietari, il 20 agosto inizia il campionato e il povero Vincenzo Montella si trova ad allenare una squadra perfino più scarsa di quella che l’anno scorso ha chiuso settima alle spalle del Sassuolo, visto che il suo miglior giocatore, Carlos Bacca, è stato messo in bancarella come un vestito usato e difficilmente tornerà utile alla causa, anche in caso di mancata cessione, e visto che i nuovi acquisti (Vangioni e Lapadula) non hanno colmato alcun gap. Paradossalmente, peraltro, la partenza di Bacca è indispensabile per operare sul mercato, dal momento che nemmeno dopo la firma sul preliminare ci sarà una massiccia immissione di denaro fresco: si parla di 15 milioni, giusto il necessario per acquistare, forse, un Piotr Zielinski dall’Udinese via Empoli, sempre che nel frattempo non si sia stufato di aspettare e abbia preso accordi con altri club. Gli altri innesti indispensabili – difensore, regista, attaccante esterno – dipenderanno esclusivamente da quanto Galliani, mai incolpevole come quest’anno, riuscirà a tirar su vendendo Bacca, Menez, Honda e chi per loro.

A proposito di mercato: il groviglio non finisce qua. A complicare ulteriormente le cose, la macchinosa procedura della doppia approvazione (ogni operazione dev’essere controfirmata da vecchi e nuovi padroni) sta impedendo di portare a termine anche le manovre più banali: Arbeloa, per esempio, è stato cassato dai cinesi, mentre Caceres da Galliani. E parliamo di due parametri zero, figuriamoci quando (e se mai) ci sarà da trattare qualche costoso fuoriclasse. Dulcis in fundo, come ricorda il Corsera, i continui rinvii stanno influendo anche sulla parte commerciale: tra contratti di sponsorship non rinnovati e il resto, il Milan avrebbe già perso 30 milioni di euro. E all’alba mancano ancora tre settimane. Forse.