2 dicembre 2016. Se tifate Milan, o avete un debole per il calcio, tenete a mente questa data. In quel giorno infatti il club rossonero passerà ufficialmente in mano alla cordata cinese guidata dal fondo di investimento Sino Europe.

PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO

La svolta definitiva, come riporta Repubblica.it, si è verificata al ritorno dalla Cina del futuro amministratore delegato del Milan Piero Fassone: l’ex dirigente di Juventus e Inter ha portato la garanzia che i 440 milioni pattuiti (dopo la caparra di 100 milioni già saldata) saranno versati sul conto corrente di Fininvest attorno al 21 novembre, all’indomani del Derby della Madonnina. E si arriva così alla data cruciale del 2 dicembre: quel giorno Fininvest – dopo aver firmato il contratto di cessione del 99,9 % delle azioni del Milan – potrà convocare l’assemblea dei soci che nominerà il nuovo consiglio d’amministrazione inaugurando la nuova era.

IL PIANO D’EMERGENZA

Piani futuri emersi nel corso della riunione tra i rappresentanti di Fininvest, della cordata cinese e i consulenti legali e finanziari. Gli accordi presi tra le parti non lasciano adito a dubbi. È prevista anche una seconda convocazione dell’assemblea per il 13 dicembre, come precauzione qualora i fondi dovessero ritardare di uno o due giorni.

COMPOSIZIONE DELLA CORDATA ‘TOP SECRET’

Un grosso punto di domanda rimane comunque sulla composizione della cordata cinese. Viene tenuta la massima riservatezza su quale saranno le personalità dietro al progetto. Secondo la versione online del quotidiano nazionale il primo azionista nonché primo rappresentante di Sino Europe Yonghong Li avrà una quota prossima al 25 %. Solo in parte capitali suoi, parte restante derivante da una raccolta fondi da una serie di investitori minori. Tra gli altri investitori figureranno Haixa Capital, il fondo di investimento a partecipazione statale, e Ping Yan, colosso operante nel campo delle assicurazioni.