In principio era il 15 giugno. Poi al presidente è venuto un coccolone e tutto è stato rinviato di una settimana, poi di due, anzi tre. Il 5 luglio Berlusconi viene dimesso e annuncia la volontà di vendere il suo figlio prediletto, e il 7 luglio, giorno del raduno, sembrava la data buona per la firma sul preliminare di cessione Milan alla cordata cinese, a tal punto che se ci fosse stata un po’ di quella sana grossolanità autocelebrativa, tipica dell’era berlusconiana, tutti gliel’avrebbero perdonata. No, niente da fare, si rimanda alla metà di luglio, ci sono ancora dei dettagli da sistemare. Niente paura, si scomoda la tv di Stato cinese a confermare il sopraggiunto accordo tra le parti, è tutto a posto, manca solo la firma. Ma ‘sta firma non arriva e la metà di luglio è passata, ora a fine mese mancano solo 12 giorni.

Fine mese, appunto. Ora sembra questa la deadline entro la quale il preliminare più lungo della storia è chiamato ad arrivare finalmente alla sua conclusione. Sembra, perché qui di certezze non ce ne sono. Secondo Corsport, Repubblica e Stampa, alla radice dei continui rinvii ci sarebbero delle difficoltà nel valutare il 20% delle quote che dovrebbe restare nelle mani di Fininvest, coi cinesi che vorrebbero fissare subito il prezzo e non affrontare nuovamente una trattativa tra due anni. Non proprio dettagli, ecco. Addirittura, il consorzio sarebbe disposto a rilevare immediatamente il 100% delle azioni rossonere pur di uscire dall’impasse, ma è lecito dubitare che un discorso simile sia accettabile da Silvio Berlusconi.

E così si spiega anche il vertice di ieri ad Arcore tra il presidente uscente e l’amministratore delegato dimezzato: serviva fare il punto sulla situazione societaria, anche perché nel frattempo il tempo scorre e il Milan continua a restare la squadra mediocre, sbilenca, incompleta, senza talento e senza personalità che era due mesi fa. Anzi, peggio, visto che l’unico giocatore di grande livello, Carlos Bacca, è stato messo in bancarella ma ancora nessuno l’ha comprato, e che in difesa restano a disposizione di Montella giusto un paio di centrali. Ma senza cessione (del club) o cessioni (di giocatori), Galliani ha le mani legate. E l’orologio fa tic toc.