Si avvicina il 3 marzo, giorno del closing per la cessione del Milan, ma Silvio Berlusconi potrebbe anche decidere di restare all’interno della società rossonera con una quota pari al 20% del capitale azionario.

Berlusconi resta, ecco come

Ad annunciarlo, anche se di ufficiale ancora non c’è nulla, l’AdnKronos; il prossimo 3 marzo ci sarà finalmente la cessione del pacchetto azionario del Milan dalla holding della famiglia Berlusconi, Fininvest, alla Sino-Europe Sport, conglomerato di diversi azionisti asiatici riuniti sotto quest’egida per far propria la titolarità di uno dei club più prestigiosi del mondo. Ma l’acquisizione, che verrà ufficializzata con l’assemblea dei soci che ratificherà il passaggio, potrebbe riservare delle sorprese.

Galliani ai saluti, o forse no

La gara contro il Sassuolo potrebbe essere l’ultima per Adriano Galliani nelle vesti di amministratore delegato del Milan, dopo quasi un trentennio di servizio. A proporre a Silvio Berlusconi la presidenza onoraria e una quota del 20% del pacchetto azionario sarebbe stato lo stesso gruppo cinese. Il numero uno rossonero ci starebbe pensando, ma vorrebbe legare le quote alla ‘gestione tecnica’. In questo caso ci sarebbe la conferma ai vertici del club rossonero di Adriano Galliani.

I soldi non arrivano più dalla Cina

Sono cambiate un po’ di cose, però, rispetto all’assetto originario del discutere. Perché i soldi necessari per la riuscita dell’operazione dovrebbero ora arrivare da Hong Kong e transitare in Lussemburgo, prima di finire nelle casse Fininvest; non più, dunque, dalla Cina come previsto in origine e questo per le difficoltà incontrate nella questione delle autorizzazioni statali. Di conseguenza, ne è stato modificato anche l’assetto originario degli investitori pronti ad acquisire il Milan: l’80% è quello previsto, il 20% è cambiato perché impossibilitato a esportare capitali dalla Cina. Motivo per il quale è stata proposta questa offerta a Berlusconi.