La cessione Milan vive una nuova pagina con il dramma personale di Silvio Berlusconi. Il numero uno rossonero, nel corso di poche battute rilasciate al Corriere dello Sport, ha dichiarato che i cinesi non vogliono che resti ancora presidente.

Alla società che sta trattando il Milan ho chiesto di restare presidente per altri tre anni, nel caso che l’operazione andasse in porto. Su questo punto mi hanno risposto no. E ciò nonostante sia un mio obbligo, mi vogliono mandare via”, le parole dell’ex cavaliere.

Un problema che potrebbe rivelarsi non di poco conto nell’economia di un negoziato che sta andando avanti a strappi.

E’ ormai una corsa contro il tempo: entro il 15 giugno, data in cui scade l’esclusiva per la trattativa che Fininvest ha concesso alla società cinese, tutto dovrà essere messo su bianco, con il trasferimento del 70% delle quote del club alla cordata asiatica.

In caso contrario, facile prevedere che la cessione del club torni in alto mare. Intanto, il mercato del club è bloccato fino alla fatidica data. Brocchi aspetta il suo detino. berlusconi vorrebbe trattenerlo, ma se arrivano i cinesi toccherà ad un altro tecnico, forse Emery.

Il giornalista Enzo Bucchioni, in un artitcolo riportato da milannews.it si è detto pessimista sull’esito dell’operazione. “Berlusconi vorrebbe chiudere, ma i cinesi sono pignoli e rigidi su cavilli e clausole”.