La telenovela ha una data di scadenza: 7 luglio, inizio del raduno a Milanello. Quel giorno, che tante volte durante la gestione Berlusconi era stato trasformato in un’esibizione in pompa magna dell’ormai passata grandeur, potrebbe essere l’occasione per annunciare ufficialmente il passaggio di consegne da Fininvest alla cordata cinese e la chiusura di una trattativa estenuante che ha messo a dura prova la capacità di sopportazione di una tifoseria smarrita.

Secondo Gazzetta e Corriere, le due parti starebbero lavorando alacremente per la stesura dell’accordo che poi dovrà essere controfirmato da Silvio Berlusconi, non appena concluso il periodo di riabilitazione che ha fatto seguito all’intervento chirurgico. Le basi del preliminare sono già state fissate: il 70% delle quote societarie del club di via Aldo Rossi passerà ai cinesi per 500 milioni di euro, mentre il restante 30% resterà per tre anni nelle mani di Fininvest.

Inoltre, è stata raggiunta un’intesa anche per altri due punti importanti: il closing arriverà nel mese di settembre, una volta completato l’iter burocratico necessario che prevede anche il via libera delle Authority dei due paesi e quella degli organismi sportivi. E, soprattutto, Berlusconi ha ricevuto le assicurazioni sulle prospettive di investimento: saranno 400 i milioni di euro che i nuovi proprietari metteranno sul banco per il mercato da qui al 2020, di cui ben 100 per la sessione estiva 2016.

A proposito di mercato: il Milan ha ufficializzato ieri l’acquisto di Gianluca Lapadula dal Pescara per 9 milioni di euro pagabili in tre anni. Qualcuno ha parlato di malumore dei cinesi per un’operazione apparentemente più in linea con l’idea di un Milan autarchico (quello che vorrebbe Berlusconi nel caso di sua permanenza a tempo pieno): in realtà, l’arrivo del centravanti torinese a Milanello è stato concordato con gli advisor dei probabili, futuri proprietari, per cui nessun caso spinoso all’orizzonte.

Più complesso il discorso relativo all’allenatore. Tra cinque giorni scade il contratto di Cristian Brocchi, che potrebbe (forse) restare soltanto in caso di fallimento, ormai improbabile, della trattativa di cessione Milan. Galliani ha già bloccato Marco Giampaolo, sponsorizzato da Arrigo Sacchi, che diventerebbe la prima scelta in caso di “remain” berlusconiano e seconda scelta in caso di “leave”. I cinesi, infatti, preferirebbero un profilo più internazionale per il nuovo corso: saltato Emery, troppo costoso Pellegrini, il nome forte è quello di Frank De Boer dell’Ajax, seguito da Rudi Garcia (più che altro un’autocandidatura). Il nodo del tecnico verrà sicuramente sciolto prima dell’inizio del raduno.