Escono nuove indiscrezioni sui programmi del Milan cinese. Affrontati boom commerciale, mercato stellare, nuovo stadio.

L’ACCUSA DI BLOOMBERG

Bloomberg avvisa ormai da giorni con i suoi servizi giornalistici di non fidarsi del consorzio di Pechino che ha già versato la caparra da 100 milioni a Fininvest per l’acquisto del 99,3% del Milan e che entro fine anno deve arrivare al closing versando i restanti 420 milioni. Pubblicato un articolo dove racconta che, nella prima fase della trattativa con Fininvest, i cinesi hanno presentato dei documenti bancari sui quali c’è il timbro della Bank of Jiangsu Co., poi scoperti non autentici.

CLOSING

Bloomberg sostiene che la cordata intenzionata ad acquistare il Milan sarebbe alla ricerca di nuovi investitori. Sino-Europe Sports Investment ha deciso di rispondere attraverso una nota ufficiale: “Sino Europe Sports conferma che tutto sta procedendo in modo spedito in vista del closing per l’acquisizione di AC Milan”. Closing che dovrebbe avvenire prima del derby del 20 novembre. L’edizione odierna di Repubblica, che riporta fonti dirette, svela che l’obiettivo è riportare la squadra nel 2018 in Champions e il club in 5 anni tra i primi 5 del mondo per fatturato e introiti.

PROGETTO

Espansione che dipenderà dalle sponsorizzazioni: la Sino Europe Sports, il cui ramo per la gestione del Milan avrà sede in Lussemburgo, ha già individuato in Cina gli sponsor, i negozi e le reti di vendita. Dagli sponsor il Milan ricava attualmente 70 milioni, ma in poco tempo il consorzio è convinto di poter raddoppiare la cifra. Altro obiettivo molto importante è di creare una squadra competitiva grazie anche all’arrivo di campioni. Gli investitori vorrebbero subito un fuoriclasse per promuovere il marchio, ma appare complicato convincere uno tra i primi 20 del mondo a non giocare nemmeno l’Europa League. Pur con un budget sostanzioso già a gennaio, è probabile quindi che i botti di mercato verranno sparati la prossima estate. Scartata la condivisione di San Siro con l’Inter, i cinesi stanno pensando infine a un nuovo impianto da 60 mila spettatori o al monopolio del Meazza.